È di 8 morti e almeno 75 feriti il primo bilancio degli scontro avvenuti nella città di Sacaba, vicino a Cochabamba, in Bolivia, tra i sostenitori del presidente dimissionario Evo Morales e i soldati. Migliaia di attivisti si erano infatti radunati fin dal mattino manifestando a favore dell’ex presidente rifugiatosi in Messico, quando sono stati attaccati dalle forze militari e raggiunti da colpi di arma da fuoco.

La situazione è precipitata quando un gruppo di manifestanti ha tentato di attraversare un checkpoint militare vicino a Cochabamba. Media locali hanno inoltre riferito che alcune centinaia di cittadini pro Morales hanno sequestrato due sottufficiali della polizia a El Alto.

Dal Messico, dove Morales ha ricevuto asilo politico, l’ex presidente ha rivolto un appello a forze armate e polizia affinché “mettano fine al massacro”. In riferimento ai suoi sostenitori uccisi negli scontri, Morales ha dichiarato che “l’uniforme delle istituzioni della Patria non può macchiarsi con il sangue del nostro popolo”. Da Morales non sono mancate nuove accuse al governo “golpista” che ha preso il potere “assaltando la mia amata Bolivia reprime con proiettili delle forze armate e della polizia il popolo che reclama la pacificazione e restaurazione dello stato di diritto”.