Trenta morti negli ultimi cinque anni nella regione dei grandi laghi, Ontario, e da Montreal a Toronto. Secondo le relazioni ufficiali delle Giubbe Rosse. Parallelamente, un rapporto ufficioso aumenterebbe di molto i morti ammazzati, e nei sussurri della malavita il fiume degli uccisi avrebbe un corso più lungo, ampio. Formalmente c’è, in Canada, un’unica grande famiglia di mafia: un ibrido nato come filiazione di cosa nostra statunitense ma formato soprattutto da criminali della provincia di Reggio Calabria, i cui vertici nel tempo di un secolo sono passati a essere tutti calabresi così come il rito di affiliazione. La mafia canadese è oramai considerata solo ‘ndrangheta, una sola famiglia con tante locali in cui non dovrebbero esserci contrasti, e ufficialmente nessuno li ammette, nessuno si intesta i morti se non quelli accusati di aver attentato alla vita di altri affiliati.

Ma tranne pochi omicidi, sui più resta un mistero l’origine. Chi uccide chi, e perché, se siamo tutti figli della stessa madre? L’ultimo a chiederselo sta disteso sul prato di un parcheggio di Burlington, a due passi da Hamilton: Pasquale “Fat Pat” Musitano è sceso tranquillo dal suo suv blindato, con lui i suoi uomini fidati, Pino Avignone e John Clary. Era un omone di 200 chili, già sopravvissuto a due agguati, non si fidava di nessuno, eppure un killer solitario lo ha fregato. Veniva dall’Aspromonte il suo sangue sparso a terra, come quello di Pino Avignone che è in terapia intensiva. Forse adesso è nel posto giusto per capire la verità, ha raggiunto suo fratello Angelo, ammazzato anche lui tre anni fa, quasi dentro casa, da qualcuno che non sembrava essere un nemico.

Migliaia e migliaia di chilometri di distanza e la tragedia aspromontana ha seguito i suoi bad boys: l’arte dell’inganno, di attribuire colpe a chi non le ha davvero, di portare gli altri ad ammazzarsi fra di loro ritenendosi gli uni vittime degli agguati degli altri, e trionfare infine sulla stupidità di tutti. Decenni di omicidi fra gli irlandesi, i latinos, la mafia ebrea, le gang di motociclisti, tutti subordinati e clienti della grande famiglia di ‘ndrangheta. Guerre, chiarimenti e tregue, e nessuno sa chi davvero ri-innesca ogni volta la mattanza. I Musitano come ndrina non esistono più, cancellati dalla trama, loro che avevano cancellato la ‘ndrina dei Papalia, spinti dalla stessa trama. I mafiosi in Canada si ammazzano fra di loro, e nessuno lo sa davvero il perché, ogni volta che pensano di aver individuato il nemico, dopo, comprendono di essere caduti nell’ennesimo tranello.

È la strategia del cuculo, figlia della grecìa aspromontana nata prima della grecìa greca. È il canto del cuculo, nato molto prima del canto del capro, la tragudia. Fat Pat Avignone e i tanti malavitosi che lo hanno preceduto sono stati sbalzati fuori dal loro nido da un uccello rapace nato da un uovo straniero che qualcuno gli ha messo dentro. Solo alla fine della mattanza si chiarirà il mistero.