C’è una coerenza, bisogna riconoscergliela, nel professor Luca Nivarra. Lo stesso ordinario di Diritto civile dell’Università di Palermo che pochi mesi fa invitava i propri contatti Facebook a togliere l’amicizia agli ebrei, anche a quelli buoni, per farli sentire soli, ha trovato il tempo, tra un’esultanza per la vittoria del No e l’altra, di occuparsi di Sabino Cassese. Il suo giudizio: “una vecchia serva del potere, giurista mediocre”. E poi: “speriamo si levi dalle balle il più presto possibile”.

La colpa di Cassese? Aver sostenuto il sì

Sabino Cassese. Giudice emerito della Corte Costituzionale, già ministro della Funzione Pubblica, professore alla Scuola Normale e alla London School of Economics, uno dei giuristi italiani più citati al mondo. Mediocre, sentenzia Nivarra dallo stesso profilo dal quale aveva già stabilito che tutti gli ebrei — anche i buoni — mentono per natura. La colpa di Cassese è una sola: ha sostenuto il Sì. Non per convinzione intellettuale — questa ipotesi non viene nemmeno presa in considerazione.

La spiegazione di Nivarra è più semplice e più spietata: Cassese è grande amico del Presidente della Repubblica, è patrono dei figli altrui, ha costruito nel tempo una rete di relazioni che ora lo obbliga a stare dalla parte sbagliata. In una parola: è passato dall’altra parte. Il Sì non è una posizione, è una confessione. La prova provata che dietro la biografia accademica si nasconde soltanto un uomo di sistema. Che Cassese abbia scritto pagine fondamentali sull’indipendenza della magistratura e sull’equilibrio tra i poteri non conta. Ha detto Sì, dunque è venduto.

La sinistra accademica trasforma il dissenso in eresia

È il metodo leninista applicato al diritto civile: non conta cosa sai, conta da che parte stai. Viene in mente Voltaire: i fanatici sono gli strumenti dei fanatici di sangue. Nivarra è il sintomo di una sinistra accademica che ha trasformato il dissenso in eresia e il pensiero giuridico in una tessera di partito. Val la pena ricordarlo, mentre si esulta per le urne: la qualità di un giurista si misura sui libri, sulle sentenze, sugli allievi. Non sui post. Non sulle amicizie ritirate agli ebrei. Non sugli auguri che qualcuno si levi dalle balle. Cassese resterà nei manuali. Nivarra nei Threads di Instagram. Ognuno al suo posto.

Stefano Giordano

Autore