Palermitano di nascita, negli anni Novanta è esponente di spicco di Cosa Nostra, a capo del mandamento mafioso di Pagliarelli. Oggi Giovanni Motisi, detto ‘il pacchione’ (il grasso), avrebbe 59 anni ma di lui si sono perse le tracce dal 1998. Ricercato prima per omicidi, dal 2001 per associazione di tipo mafioso ed altro e dal 2002 per strage. Lo attende la pena dell’ergastolo per il delitto del commissario Giuseppe Montana, ucciso nel luglio del 1985. Per gli inquirenti Motisi sarebbe stato il ‘killer di fiducia’ di Totò Riina.

Secondo alcuni pentiti, Motisi avrebbe preso parte alle riunioni di Cosa Nostra nel momento in cui si era discusso di assassinare il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nel ’99, durante la perquisizione della sua villa di Palermo, nella stessa zona in cui Totò Riina si nascose negli ultimi mesi di latitanza con la moglie e i figli,  spuntò una fitta corrispondenza tra lui e la moglie Caterina Pecora. Biglietti, regali e vestiti, segno della presenza più o meno continuativa del boss in città che avrebbe affidato a persone di fiducia i doni per la donna.

Nello stesso anno una foto testimonia la sua presenza in Sicilia. Motisi aveva preso parte alla festa di compleanno di sua figlia in un luogo non meglio identificato: nella foto le pareti erano coperte con lenzuola bianche per rendere impossibile l’identificazione del luogo. Le foto furono ritrovate qualche anno dopo e da allora più nessuna traccia, tanto da alimentare il sospetto che Motisi possa essere morto. Ma la caccia al superlatitante non è ancora dichiarata conclusa e tra le ipotesi di dove possa essersi nascosto c’è la Francia.  Angelo Casano, che per un periodo è stato subalterno di Motisi, ha raccontato che nel 2002 il boss fu destituito dalla reggenza di Pagliarelli. Al suo posto sarebbe tornato Nino Rotolo, trasferito ai domiciliari per motivi di salute.

Nel 2007 Gianni Nicchi, ‘u picciutteddu, il picciotto diventato capomafia a Pagliarelli, il regno dei Motisi, prima di finire in carcere, avrebbe dato mandato di trovargli ‘il pacchione’ per chiedergli aiuto a frenare la scalata al potere di altri boss. Probabilmente era a conoscenza che il mafioso fosse ancora in vita. Nel 2016 Giovanni Motisi è stato inserito nella lista dei criminali più ricercati d’Europa promossa dall’Europol.