Paolo, Filippo, Tommaso, Davide. Sono alcuni nomi delle otto vittime della strage avvenuta domenica 3 luglio sulla Marmolada, dove il seracco, un ghiacciaio a forma di torre o pinnacolo che di solito deriva dall’apertura di crepacci in una montagna, ha travolto anche la via normale sulla quale stavano salendo gli alpinisti. Viaggiava a una velocità di circa 300 chilometri all’ora.

Al momento il bilancio è di 7 morti, 8 persone ferite (di cui due in gravi condizioni) trasferite negli ospedali di Trento, Bolzano, Belluno, Feltre e Treviso. I dispersi, il cui mancato rientro è stato denunciato dai familiari, scendono a 13 dopo il ritrovamento di un uomo di nazionalità austriaca rintracciato nelle scorse ore. Dieci dispersi sono di nazionalità italiana e tre di nazionalità ceca. Le autorità stanno ancora accertando la proprietà di 4 delle 16 auto parcheggiate nei pressi dei sentieri che portano al ghiacciaio: tutte hanno targhe straniere (1 tedesca, 2 ceche e una ungherese).

Le ricerche stanno andando avanti con l’utilizzo di droni e attraverso un elicottero. E procederanno allo stesso modo nelle prossime ore perché il rischio di ulteriori distacchi non permette di garantire l’intervento via terra. Sono le decisioni prese dai soccorritori visto che è “alquanto impossibile pensare che a più di 24 ore dal crollo possa esserci chi si sia salvato da un fiume di ghiaccio, sassi e rocce“. Una scelta che non mette in pericolo gli uomini che da ieri lavorano senza sosta e senza dimenticare che un altro blocco, alto 40-50 metri, è rimasto ‘sospeso’ e sembra destinato a franare, anche se è improbabile stabilire quando.

Tra le vittime figurano almeno quattro italiani, tra cui due guide alpine della provincia di Vicenza e di quella di Treviso, e un cittadino di nazionalità ceca. I morti sono tutti al Palaghiaccio di Canazei, dove è stata allestita la camera ardente. Qui i parenti possono procedere con il riconoscimento.

Tra le vittime accertate figurano Paolo Dani, 52 anni, guida alpina di Valdagno; Filippo Bari, 27enne di Malo (Vicenza), sposato, padre di un bambino di 4 anni e titolare di un negozio di ferramenta (poco prima della tragedia aveva inviato un selfie ad amici e famiglia: “sono qui!”); Tommaso Carollo, manager di 48 anni di Thiene (Vicenza) sulla Marmolada con la fidanzata (ricoverata in ospedale); Davide Miotti, 51 anni, guida alpina e titolare del negozio di abbigliamento sportivo. Dispersa al momento Erica Campagnaro, moglie di quest’ultimo.

Tra i dispersi ci sono altri alpinisti del Club Alpino Italiano della sezione di Malo. Mancano all’appello anche un altro uomo, sui 50 anni, di Alba di Canazei, una donna e un ragazzo di Pergine Valsugana, in Trentino.

Uno dei due feriti gravi è stato trasferito all’ospedale di Treviso dopo una prima valutazione a Belluno ed è ora in condizioni stabili. Lo riferisce l’azienda sanitaria Ulss n.2. Non è cosciente e quindi non è ancora stato possibile identificarlo: secondo quanto dichiarato dalla struttura ospedaliera ha un importante edema cerebrale e lesioni agli organi interni.

 

 

 

 

 

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