Il maltempo interrompe a intermittenza le ricerche dei 14 dispersi sulla Marmolada. Qualche buona notizia, nonostante le dimensioni della tragedia, sta arrivando: quattro persone, date in un primo tempo disperse nel crollo, sono state rintracciate e sono in salvo. Vivo è anche il bambino di soli 9 anni segnalato inizialmente tra i dispersi.

Oltre ai 7 morti finora accertati ma non tutti riconosciuti dalle famiglie, ci sono da conteggiare gli otto feriti e i 13 dispersi che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati “reclamati” dalle famiglie.

Le ricerche sono state sospese intorno a mezzogiorno di oggi per l’ondata di maltempo che sta investendo la Marmolada. I soccorritori sono al lavoro da ieri ma temono di non riuscire più a trovare persone ancora in vita: “Difficile riconoscerle, i corpi sono straziati”. Infatti la procura prevede che si dovrà prelevare il Dna e incrociarlo con quello delle persone mancanti all’appello. Tra i dispersi e le vittime, un alpinista di Malo, nel Vicentino, Filippo Bari, 27 anni.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha tenuto un breve discorso a Canzanei, dove è giunto in auto: il suo elicottero è atterrato a Trento e non nella piccola località montana a causa del maltempo che ha complicato anche l’opera dei soccorsi. “Sono qui per rendermi conto di persona di quello che è successo. Abbiamo fatto il punto tecnico e operativo con tutti coloro che hanno collaborato alle operazioni, ma soprattutto sono qui per esprimere la più sincera, affettuosa, accorata vicinanza alle famiglie delle vittime e dispersi”, ha detto il premier nel corso di un breve punto stampa. Per il presidente del Consiglio il dramma avvenuto sulla Marmolada “dipende da deterioramento ambiente. Bisogna prendere provvedimenti affinché quanto accaduto sulla Marmolada non accada più in Italia”.

A Canzanei è stata allestita la centrale operativa ed è lì che è arrivato anche il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Sono proseguite per tutta la notte le ricerche dei possibili dispersi nel crollo del ghiacciaio sommitale di Punta Rocca, in cima alla Marmolada: i fari dei vigili del fuoco hanno illuminato la parete della Marmolada, da cui si è staccato il gigantesco seracco di ghiaccio che ha ucciso sei escursionisti ferendone altri dieci, per permettere ai droni dotati di termocamere di continuare le ricognizioni. All’alba le squadre di soccorritori hanno ripreso le operazioni. “Il rischio di altri crolli è alto”, spiega Walter Cainelli, presidente del Soccorso alpino e speleologico del Trentino.

Intanto sono arrivati i primi parenti delle sei vittime, le cui salme sono state portate al palaghiaccio di Canazei dove è stata allestita la camera ardente. Stamattina il riconoscimento da parte dei parenti.

Prive di speranza le parole pronunciate da Giorgio Gajer, presidente del Soccorso alpino in Alto Adige. Mentre le sue squadre continuano le ricerche sulla Marmolada, Gajer spiega all’Agi che le possibilità di ritrovare in vita gli escursionisti ancora dispersi sono “davvero molto basse, per non dire nulle“. “La valanga li avrà triturati, difficile pensare di trovarli in vita dopo così tante ore”, spiega il presidente del Soccorso alpino in Alto Adige.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha telefonato al governatore trentino, Maurizio Fugatti per esprimere cordoglio e vicinanza. “Il capo dello Stato – spiega Fugatti – ha voluto trasmettere anche alla nostra comunità oltre che ai parenti delle vittime il proprio cordoglio. Allo stesso tempo ha espresso parole di gratitudine ai soccorritori che si stanno prodigando, in condizioni non certo facili, alla ricerca delle vittime della grossa frana che ieri pomeriggio ha causato morte e devastazione”. Papa Francesco via Twitter ha scritto: “Preghiamo insieme per le vittime del crollo sul ghiacciaio della Marmolada, e per le loro famiglie. Le tragedie che stiamo vivendo con il cambiamento climatico ci devono spingere a cercare urgentemente nuove vie rispettose delle persone e della natura”. “Sono ancora in corso le verifiche per identificare i proprietari delle 16 auto che attualmente si trovano nei parcheggi situati nei pressi dei sentieri di accesso all’area”, comunica il Soccorso alpino del Trentino che sta coordinando le ricerche.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.