Ezio Bosso ha perso la sua battaglia, portata avanti da anni con coraggio. Il pianista e direttore d’orchestra, torinese di nascita, è scomparso all’età di 48 anni: dal 2011 conviveva con una malattia neurodegenerativa che gli fu diagnosticata dopo aver subito un intervento per un tumore al cervello. Il musicista è scomparso nella sua casa di Bologna.

La patologia non gli aveva impedito di continuare a suonare, dirigere e comporre musica, tanto da emozionare il pubblico del Teatro Ariston nel 2016, esibendosi al Festival di Sanremo. La sua magnifica esecuzione di “Following a bird“, composizione inserita nel suo album “The 12th Room”, aveva colpito il pubblico sanremese e televisivo, col suo nome che da allora non è rimasto più riservato ad una ‘nicchia’ di cultori della musica ‘colta’.

Nel settembre del 2019 il progressivo manifestarsi della malattia l’aveva quindi costretto a fermare l’attività di pianista, con la patologia che gli aveva compromesso l’uso delle mani. “Se mi volete bene, non chiedetemi più di sedermi al pianoforte e di suonare. Tra i miei acciacchi adesso ho anche due dita fuori uso. Se non posso dare abbastanza al pianoforte, è meglio lasciar perdere”, aveva detto in quell’occasione il compositore.

Bosso ha vinto alcuni tra i più importanti riconoscimenti, come il Room Award in Australia (unico non australiano a vincerlo) o il Syracuse NY Award in America. Dall’ottobre 2017 al giugno 2018 è stato direttore stabile residente del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, mentre a Londra, dove ha vissuto, ha diretto l’unica orchestra d’archi di grande numero inglese, The London Strings. Il 20 giugno dello scorso anno era stato anche nominato cittadino onorario di Roma.

Sono rimasto molto colpito dalla prematura scomparsa del maestro Ezio Bosso. Desidero ricordarne l’estro e la passione intensa che metteva nella musica, missione della sua vita, e la sua indomabile carica umana”, ha scritto su Twitter il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.


A esprimere dolore per la scomparsa del compositore molti esponenti del mondo della politica e dell’arte. Così Lorenzo Jovanotti: “Che dispiacere, il silenzio di stamattina è un vuoto improvviso, come se la musica avesse perso un suo figlio prediletto”.