“Se mi volete bene, non chiedetemi più di sedermi al pianoforte e di suonare. Tra i miei acciacchi adesso ho anche due dita fuori uso. Se non posso dare abbastanza al pianoforte, è meglio lasciar perdere”. Con queste parole lo scorso settembre il pianista, compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso aveva detto ufficialmente addio al suo amato pianoforte. Oggi invece è l’Italia e il mondo della musica a dire addio al grande Ezio, scomparso nella sua casa di Bologna all’età di 48 anni.

A lungo rimasto ‘confinato’ tra i cultori della musica colta, Ezio Bosso aveva acquisito una grande notorietà nel 2015, quando venne invitato al Festival di Sanremo diretto da Carlo Conti come ospite. Sul palco dell’Ariston Bosso mise in scena una magistrale esecuzione di “Following a bird“, composizione inserita nel suo album “The 12th Room”, facendo emozionare il pubblico.

Una storia non semplice quella di Ezio Bosso: dal 2011 infatti conviveva con una malattia neurodegenerativa che gli fu diagnosticata a seguito di un intervento per un tumore al cervello, subito nello stesso anno. Proprio una complicazione dovuta alla malattia ci ha portato via un musicista dallo straordinario talento.