Il caso dell’ex Ilva è protagonista in commissione Finanze alla Camera. Italia Viva , come annunciato nei giorni scorsi, ha presentato un emendamento per ripristinare lo scudo penale per i vertici di Arcelor Mittal. Per la precisione, gli emendamenti sul caso-Ilva di Iv sono due: uno valido per il caso di specie dello stabilimento di Taranto, uno in via generale per le imprese impegnate nell’ambito del processo produttivo in un’opera di bonifica ambientale. Un doppio emendamento nell’ambito della conversione del decreto: la proposta ha l’effetto di ripristinare lo scudo penale per ArcelorMittal, quello che metteva al riparo i manager dai processi per quel che concerne l’attività di esecuzione del piano ambientale dell’acciaieria tarantina. Una protezione, abrogata dopo vari tira e molla, venuta meno la quale la multinazionale ha fatto il suo clamoroso dietrofront da Taranto, chiedendo di recedere dal contratto con il quale si era aggiudicata l’acciaieria.

“Il Governo deve mettere tutti gli strumenti necessari, tutti gli strumenti di cui dispone per una prospettiva di sviluppo che sia di mercato”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, all’incontro ‘Metamorfosi’ di Huffpost. Il Governo può “concorrere a soluzione di rilancio dell’ex Ilva secondo il piano industriale” originario, anche se magari “adottato alle circostanze”, aggiunge Gualtieri. Sull’ipotesi di ‘nazionalizzare l’Ilva’ risponde che tutti i costi di un risanamento industriale addossati allo Stato “è una pericolosa illusione”. Un intervento della Cdp “non va escluso dalla cassetta degli strumenti di cui disponiamo” mentre “l’idea che nelle crisi industriali c’è una soluzione magica con lo Stato che compra è una pericolosa illusione, eviterei una discussione bianco e nero”.

Intanto i legali dei commissari straordinari portano avanti la loro difesa. Le condizioni giuridiche del recesso del contratto di affitto dell’ex Ilva, preliminare alla vendita, non ci sono e quindi Arcelor Mittal deve andare avanti. È questo il cuore del ricorso con urgenza e cautelare, ex articolo 700, che verrà presentato nei prossimi giorni, comunque in settimana,in Tribunale a Milano dai legali. Lo ‘scudo penale’ non è una condizione che consente il recesso del contratto da parte di Arcelor Mittal. È questo uno dei punti del ricorso con urgenza e cautelare, ex articolo 700, che verrà presentato nei prossimi giorni, comunque in settimana, in Tribunale a Milano, dai legali dei commissari straordinari. Altro punto contestato nel ricorso dei commissari riguarda Afo2, l’altoforno che, al contrario di quanto sostiene la multinazionale nel suo atto di recesso, non e’ spento. Intano è atteso in giornata il deposito sempre nel palazzo di giustizia milanese dell’atto con cui la multinazionale chiede il recesso del contratto.