Solo una coincidenza o le recenti critiche di Papa Francesco alla Russia e alla sua guerra di aggressione contro Kiev hanno spinto ad una rappresaglia? Sono i dubbi che sorgono in Vaticano, dove alle 15 di oggi pomeriggio, mercoledì 30 novembre, è andata offline l’intera rete internet. Tutto in tilt: impossibile accedere al sito ufficiale www.vatican.va così come al sito di Vatican News, ai siti dei singoli dicasteri o al portale dei Musei vaticani.

Dalla Santa Sede vengono confermati i “tentativi anomali di accesso” al suo sito internet ufficiale, evitando accuratamente di utilizzare l’espressione “attacco hacker”.

Nel tardo pomeriggio buona parte dei siti torna finalmente online, mentre è rimasto “temporaneamente inaccessibile” il sito internet vatican.va, spiega sempre la sala stampa vaticana, precisando che “sono in corso accertamenti tecnici per via di tentativi anomali di accesso al sito“.

Secondo quanto riferisce Repubblica, le intrusioni nella rete interne del Vaticano sarebbero arrivati da molteplici Paesi, motivo per cui per la Santa Sede è impossibile puntare il dito contro qualcuno.

Tra l’altro non è la prima volta che il Vaticano si trova a fronteggiare un attacco hacker. Era già avvenuto nel 2020 quando la società statunitense Recorded Future individuò una intrusione informatica nella rete informatica della Santa Sede da parte di hacker che sarebbero stati legati al governo cinese, ipotesi ovviamente smentita da Pechino.

Ma quello che preoccupa è lo strano tempismo di questa ‘offensiva’. La rete interne offline si registra infatti all’indomani delle parole durissime arrivate dal Cremlino e dagli ambienti più vicini al leader russo Vladimir Putin per l’intervista rilasciata da Papa Francesco alla rivista dei gesuiti statunitensi “America“, in cui il Pontefice condannava la crudeltà dell’aggressione all’Ucraina e il comportamento delle truppe russe.

Quando parlo dell’Ucraina, parlo di un popolo martirizzato. Se hai un popolo martirizzato, hai qualcuno che lo martirizza. Quando parlo dell’Ucraina, parlo della crudeltà perché ho molte informazioni sulla crudeltà delle truppe che entrano. In genere, i più crudeli sono forse quelli che sono della Russia ma non sono della tradizione russa, come i ceceni, i Buriati e così via. Certamente, chi invade è lo stato russo. Questo è molto chiaro. A volte cerco di non specificare per non offendere e piuttosto di condannare in generale, anche se è risaputo chi sto condannando. Non è necessario che metta nome e cognome“, erano state le parole di Bergoglio alla rivista americana.

Un attacco hacker recente rivendicato dal gruppo pro-russo Killnet era avvenuto soltanto la scorsa settimana ai danni del Parlamento Europeo, che aveva passato una risoluzione in cui la Russia veniva definita stato sponsor del terrorismo.

Redazione