Bilancio in rosso e stadio i nodi da sciogliere
Il Como rischia la Champions: tra debiti e fair play finanziario, ecco i motivi
In caso di qualificazione alla prossima Champions League, i lariani rischierebbero di doverci rinunciare
Il Como di Cesc Fabregas si sta rivelando la sorpresa di questo campionato. Se la Serie A terminasse oggi, infatti, la squadra allenata dall’ex calciatore spagnolo sarebbe qualificata alla prossima Champions League, dal momento che occupa in solitaria il quarto posto in classifica. Una posizione ampiamente meritata, dato il modo di giocare spumeggiante, non di certo da squadra che fino a pochi anni fa militava in Serie C. Ma se sul campo i lariani stanno dimostrando di viaggiare spediti verso lo storico traguardo, fuori dal rettangolo di gioco ci potrebbero essere delle noie burocratiche da scogliere in vista della possibile partecipazione alla massima competizione europea.
Partiamo dalla questione finanziaria: la proprietà lariana è tra le più ricche in Serie A, e questo le ha permesso di investire molto denaro per la crescita del club, cosa che ha avuto un impatto non da poco sui bilanci. L’UEFA non transige sul fair play finanziario e sui “paletti” da fissare per le squadre partecipanti alle sue competizioni. Tra questi, c’è anche l’obbligo di avere uno stadio a norma e quello di avere un certo numero di requisiti legati alla rosa. Sotto entrambe le voci, il Como è in rosso. Ma il presidente non sembra essere preoccupato della situazione, e per quanto riguarda lo stadio la società si sta già muovendo per effettuare le ristrutturazioni necessarie per rendere il Sinigaglia idoneo alla Champions League.
Sul piano del rosso in bilancio che attanaglia il Como, i lariani hanno registrato una perdita di 105 milioni di euro da quanto sono iscritti al massimo campionato italiano, ed anche questo può risultare un problema per l’Europa. Anche in questo caso, la ricchissima proprietà comasca sembra in grado di poter porre rimedio. Ma alla fine della stagione mancano appena due mesi e se il Como vuole sognare in grande, la società deve provvedere all’istante.
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