Il fenomeno al centro del Web
Il fenomeno dell’alpine divorce: tra storie social e fatti di cronaca, ecco cos’è
Detto anche “divorzio alpino”, questo fenomeno racconta di donne lasciate sole dai propri partner durante escursioni in montagna
Il fenomeno del cosiddetto “alpine divorce” sta spopolando sui social: su TikTok è andato virale un video girato da una donna, che in lacrime si riprende mentre sta camminando da sola lungo un percorso di montagna negli Stati Uniti, a seguito dell’abbandono del partner durante un’escursione. Il video ha raggiunto oltre 4,2 milioni di like. “Mi ha lasciata sola, non sarei mai dovuta venire con lui“, dice la donna mentre si riprende. Nei commenti di questo filmato, sono emersi da subito quelli di altre vittime di questo fenomeno, che hanno testimoniato di aver vissuto esperienze simili a quella della ragazza. Ma che cos’è l'”alpine divorce“?
Questo termine descrive l’episodio dell’abbandono di un partner, durante un’escursione di coppia di trekking in montagna. Ciò può accadere per diversi motivi: semplicemente perché uno dei due cammina troppo veloce rispetto all’altro, o anche per un allontanamento a seguito di una lite, o ancora perché gli obiettivi della giornata di uno dei due non coincidono con quelli del partner. Nei commenti sotto al video della ragazza, alcune donne vittime della stessa esperienza hanno raccontato di essere state aiutate da sconosciuti, senza attrezzature adatte o conoscenza del percorso da affrontare, trovandosi spesso in difficoltà a causa della mancanza di scorte di acqua e di cibo. Negli Stati Uniti, il fenomeno è esploso a tal punto da far nascere delle pagine di supporto per le vittime di questa esperienza.
In un articolo pubblicato dal The Guardian, sono citate le testimonianze di molte donne americane vittime di questa esperienza. Ad esempio MJ, donna di 38 anni che lavora nelle pubbliche relazioni, ha raccontato di essere stata abbandonata dal proprio ragazzo durante un avventura nello Zion National Park nello Utah, 5 anni fa. L’uomo, durante la salita all’Angel’s Park, ha iniziato a camminare sempre più veloce. “Capivo che il mio passo lento lo innervosiva, gli ho detto di andare avanti“, ha raccontato la donna. Lui lo avrebbe fatto senza esitare, in cima si sono ritrovati per un’ultima foto, poi è ridisceso con un’altra donna conosciuta lungo il sentiero, lasciando da sola la sua fidanzata. Un’esperienza simile è stata raccontata sul giornale americano da Naomi, educatrice quarantaseienne e membro della Wine Hiking Society, un’organizzazione femminile che promuove l’esplorazione outdoor. L’episodio di Naomi, risale a 20 anni fa: durante la salita nel percorso di Deseret Park, ha iniziato a sentirsi disorientata a causa del mal di montagna, ma il suo partner non volle fermarsi. “Mi ha lasciata durante la salita, sapevo che non sarebbe tornato indietro. Sono arrivata in cima con grande difficoltà e completamente esausta“, ha raccontato la donna, che non si è stupita quando ha visto il video su TikTok.
Il caso più grave dell'”alpine divorce” è stato lo scorso anno in Austria, e si è addirittura concluso con una sentenza di condanna. Il trentottenne Thomas Plamberg, infatti, è stato ritenuto colpevole di omicidio colposo per negligenza grave a causa della morte della compagna, la trentottenne Kerstin Gurtner, avvenuta il 18 gennaio 2025 sul Monte Grossglockner. Come ricostruito dal tribunale, la tragedia sulla montagna austriaca sarebbe stata la conseguenza di una serie di decisioni sbagliate che avrebbero portato all’inevitabile esito fatale. La coppia aveva iniziato la salita la mattina del 18 gennaio, percorrendo con due ore di ritardo sulla tabella di marcia un percorso molto complicato. Alle 13,30, il punto di non ritorno: raggiunto a 3.550 metri il Fruhstucksplatzerl, i due decisero di proseguire nonostante il tardo orario. Alle 22,30, si trovavano ancora in parete con raffiche di vento a 75 chilometri orari e una temperatura di -20 gradi centigradi. Kerstin era sfinita, così il fidanzato decise di lasciarla su una cresta esposta a forte raffiche per scendere a cercare aiuto. Il punto cruciale emerso dal processo, è stato che l’uomo non avrebbe avvolto la donna con la coperta termica d’emergenza e non l’avrebbe messa nel sacco a pelo, prima di allontanarsi. Inoltre, non avrebbe lanciato un segnale di soccorso ad un elicottero che sorvolava la zona, cosa “quasi impossibile da giustificare“. Stando a quanto detto dagli esperti, la sentenza del tribunale di Innsbruck stabilisce un precedente che potrebbe influenzare gli standard internazionali sulla responsabilità nelle attività sportive di montagna.
Le origini del termine alpine divorce, come ricordato dal portale Trekking.it, sono più antiche di quanto si pensi: il termine, proviene infatti da un racconto breve del 1893 dello scrittore scozzese-canadese Robert Barr, che narra la storia di una coppia infelicemente sposata durante una vacanza nelle Alpi svizzere. Nella storia, il marito aveva pianificato di spingere la moglie giù dalla vetta, ma prima di cadere nel vuoto, la donna rivela con un colpo di scena di averlo incastrato per omicidio, tenendolo responsabile. Oltre un secolo dopo, il racconto satirico dell’autore scozzese-canadese ha dato il nome al tragico fenomeno che oggi sta spopolando sul web, e che molto spesso è arrivato fino alle aule di tribunale.
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