Cultura e memoria nella Sala Rari della Biblioteca Nazionale di Napoli
Il libro “Stefania Filo Speziale. Conversazione con un’ombra di luce” di Rocco Romeo presentato a Napoli
Nella cornice prestigiosa e solenne della Sala Rari della Biblioteca Nazionale di Napoli, all’interno del Palazzo Reale, si è svolta la presentazione del volume “Stefania Filo Speziale. Conversazione con un’ombra di luce”, scritto dal prof. arch. Rocco Romeo e pubblicato da Armando De Nigris Editore.
Non una semplice presentazione editoriale, ma un momento di riflessione culturale capace di restituire centralità al tema della memoria e al ruolo delle grandi figure della modernità italiana, spesso trascurate o marginalizzate nel racconto storico. Nel cuore di Napoli, in uno dei luoghi simbolo della conservazione del sapere, la figura di Stefania Filo Speziale è tornata a parlare al presente con la forza discreta delle storie necessarie. Il volume si configura come un’opera di grande spessore culturale, capace di coniugare rigore storico e sensibilità narrativa. Attraverso la forma dell’intervista impossibile, l’autore costruisce un dialogo ideale con Stefania Filo Speziale, restituendone non solo il profilo professionale, ma anche la dimensione più intima, umana e intellettuale. La narrazione non procede come una fredda ricostruzione biografica, ma come un incontro: una conversazione immaginaria nella quale la memoria diventa voce, presenza, interrogazione.
Ne emerge il ritratto di una figura straordinaria: prima donna laureata in architettura all’Università Federico II di Napoli, protagonista della stagione della modernità architettonica del Novecento, capace di coniugare progettazione, insegnamento e visione culturale. Il libro non si limita a raccontare una vita, ma restituisce un clima, un’epoca, una tensione progettuale che appartiene alla storia della città e del Paese. In questa prospettiva, l’opera diventa anche una riflessione sul ruolo delle donne nella costruzione della cultura italiana e sulla necessità di riconoscere pienamente il loro contributo. Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali dell’ingegnere Vincenza Lasala, in rappresentanza della Direzione della Biblioteca Nazionale di Napoli. Il suo intervento ha richiamato il valore della Biblioteca come luogo vivo di conservazione, promozione e diffusione del sapere, capace di ospitare non soltanto libri e documenti, ma anche esperienze culturali che interrogano il presente. Particolarmente incisivo l’intervento dell’onorevole Gennaro Sangiuliano, già Ministro della Cultura, che ha offerto una riflessione ampia e articolata sul significato della memoria culturale come strumento di consapevolezza collettiva e crescita civile. Sangiuliano ha evidenziato come il recupero di figure come Stefania Filo Speziale rappresenti un passaggio fondamentale per comprendere non soltanto la storia dell’architettura, ma anche i processi di emancipazione, modernizzazione e trasformazione della società italiana.
La presenza dell’onorevole Sangiuliano ha conferito all’incontro un rilievo istituzionale particolare, richiamando l’attenzione sul ruolo della cultura come fondamento dell’identità nazionale e come responsabilità pubblica. Valorizzare le figure dimenticate o poco raccontate significa, infatti, contribuire a una lettura più giusta e completa della nostra storia. Accanto a lui, l’onorevole Giovanni Mensorio ha ribadito il ruolo delle istituzioni nel sostenere iniziative culturali capaci di rafforzare il legame tra territorio, identità e memoria condivisa. La cultura, è emerso dal confronto, non è un ornamento della vita pubblica, ma una infrastruttura civile, un luogo di formazione della coscienza collettiva.
Il dibattito si è arricchito dei contributi del professore Francesco Rao, docente dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e del professore Francesco Pira, docente dell’Università degli Studi di Messina. Rao ha offerto una lettura sociologica dell’opera, evidenziando come la vicenda di Stefania Filo Speziale attraversi temi decisivi: la trasformazione urbana, il rapporto tra professione e società, il ruolo femminile nel Novecento, la costruzione simbolica della modernità. Pira ha invece approfondito la dimensione comunicativa e narrativa del volume, soffermandosi sulla capacità dell’autore di trasformare la biografia in racconto, senza rinunciare al rigore della ricerca. Di grande intensità anche gli interventi dell’artista e attivista Francesca Chiala, che ha offerto una lettura sensibile e simbolica della figura di Filo Speziale, soffermandosi sui temi della luce, dell’ombra, del silenzio e della memoria, e dell’attore Antonio Amoruso, che ha dato voce ad alcuni passaggi del testo, rendendo la narrazione viva, partecipe, quasi scenica. La parola scritta, attraverso l’interpretazione, è diventata presenza, restituendo al pubblico la dimensione emotiva del libro. Moderato dal giornalista Marco Aragno, l’incontro si è sviluppato in un clima di grande attenzione e partecipazione, assumendo la forma di un dialogo corale tra istituzioni, accademia, arte e società civile. Il libro di Rocco Romeo è diventato così il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra memoria e futuro, tra architettura e città, tra biografia individuale e storia collettiva.
La presentazione napoletana ha confermato l’interesse attorno a un’opera che parla di architettura, ma anche di donne, formazione, responsabilità culturale e identità urbana. Restituire voce a Stefania Filo Speziale significa riconoscere che la modernità non è fatta soltanto di edifici, progetti e date, ma anche di coraggio, solitudine, visione e capacità di attraversare il proprio tempo. In un’epoca segnata dalla velocità e dalla frammentazione, opere come questa restituiscono profondità al pensiero e dignità alla memoria. Perché la cultura, quando è autentica, non è soltanto racconto del passato: è costruzione consapevole del futuro. E la voce di Stefania Filo Speziale, riportata alla luce da Rocco Romeo, continua a ricordarci che ogni città ha bisogno di memoria per non smarrire la propria anima.
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