Cosa resta umano, dopotutto, quando la macchina impara a creare, comporre e pensare? È questa la domanda che apre il convegno “Human After All?”, presentato durante MIR  Multimedia Integration Expo, la fiera di riferimento in Europa per l’industria dell’intrattenimento. Un appuntamento che accende uno dei dibattiti più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana nel mondo della creatività.

«L’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per l’innovazione e per lo sviluppo delle industrie culturali e creative, ma deve crescere dentro regole chiare. Con l’AI Act l’Europa ha scelto di mettere al centro trasparenza e tutela dei diritti, perché lo sviluppo tecnologico non può prescindere dal valore della creatività e dal lavoro di chi produce contenuti. La sfida è costruire un ecosistema digitale in cui innovazione e protezione della proprietà intellettuale possano convivere», sono le parole che hanno aperto il convegno dell’On. Brando Benifei, eurodeputato e relatore dell’AI Act, il primo provvedimento normativo europeo dedicato all’intelligenza artificiale.

La tecnologia diventa allo stesso tempo alleata e sfida, ridefinendo i confini della produzione creativa e costringendo l’uomo a ripensare il proprio ruolo: non più dietro la macchina, ma dentro la macchina. In una manifestazione come MIR – Multimedia Integration Expo, organizzata da IEG – Italian Exhibition Group, la fiera giunge alla sua nona edizione e si conferma come punto di riferimento europeo per l’industria dell’intrattenimento, come sottolineato dal direttore del gruppo Marco Carniello.

Sul palco si sono confrontati istituzioni e stakeholder del mercato musicale per dimostrare come la vera differenza non stia più soltanto nella capacità di produrre contenuti, ma nella capacità di interpretare, sentire e governare la tecnologia. Il dibattito è stato moderato da Stefano Polli, editorialista ed ex vicedirettore dell’ANSA, esperto di geopolitica, che ha guidato il confronto tracciando parallelismi tra il ruolo dell’intelligenza artificiale nei diversi contesti globali: dalle sue implicazioni nei momenti di crisi fino al mondo della creatività, dove si gioca una delle sfide più decisive per il futuro dell’innovazione culturale.

Ad aprire l’incontro è stata la presentazione sullo stato dell’arte dell’intelligenza artificiale, a cura del prof. Marco Angelini, membro della Commissione governativa per l’Intelligenza Artificiale, che ha offerto una panoramica sulle evoluzioni tecnologiche e sul loro impatto nei settori culturali e creativi. Il dibattito è poi proseguito con un confronto tra protagonisti dell’industria musicale italiana: Andrea Miccichè, presidente di NUOVOIMAIEFederico Bagnoli Rossi, presidente di FAPAV, e Sergio Cerruti, Former President di AFI.

“L’innovazione tecnologica ha trasformato profondamente il modo in cui i contenuti vengono creati, distribuiti e fruiti. Se nel settore musicale la sfida della pirateria ha trovato molte risposte negli ultimi anni grazie all’offerta legale e alle varie normative italiane ed europee, oggi si apre un nuovo capitolo con l’intelligenza artificiale. È fondamentale che l’industria dell’intrattenimento partecipi attivamente a questa trasformazione, contribuendo a definire regole e modelli sostenibili per il futuro. È una sfida che riguarda soprattutto le nuove generazioni, sulle quali ripongo le mie più sincere aspettative”, dichiara Federico Bagnoli Rossi, Presidente della FAPAV.

“La tecnologia non sostituisce la creatività umana: la amplifica. Ma perché questo accada è necessario costruire un ecosistema che riconosca il valore del lavoro artistico e sappia proteggerlo anche nell’era dell’intelligenza artificiale. Servono regole, consapevolezza e responsabilità condivisa. Allo stesso tempo, auspico che questa trasformazione proceda con il giusto equilibrio, perché il tempo è fondamentale per permettere a tutti gli attori di comprendere e governare il cambiamento. Manifestazioni come il MIR ci ricordano quanto l’industria dell’intrattenimento sia capace di prosperare grazie all’incontro tra creatività umana e tecnologie all’avanguardia.” sottolinea Sergio Cerruti, Former President di AFI.

“Il confronto tra uomo e macchina non è una sfida, ma un’opportunità per ripensare il futuro della creatività – ha detto il presidente del NUOVO IMAIE Andrea Miccichè -. Le tecnologie stanno trasformando profondamente i processi artistici, ma resta centrale il ruolo dell’essere umano: nella visione, nella sensibilità e nella capacità di dare significato alle opere. È fondamentale costruire un equilibrio tra innovazione tecnologica e valore umano, affinché la creatività continui a essere uno spazio autentico di espressione e sviluppo culturale”

In un’epoca in cui l’intelligenza si misura sempre più in dati, MIR sceglie di rimettere al centro la persona. Perché, dopotutto – human after all – la tecnologia resta lo specchio di chi la crea.

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