Ambrogio
Il ritorno della Cisl e dei cattolici senza partito: gli “incontri delle 17”
Via Valassina 22, fermata Maciachini. La Cisl milanese ci si è trasferita quest’anno, lasciando la sede storica di via Tadino, e oggi alle 17 vi riprende i suoi “incontri delle 17” con il libro di Alberto De Toni. Chi ricorda quanto il sindacato cattolico abbia pesato nella vita civile di Milano, e quanto poco si sia fatto sentire di recente sulla politica cittadina, ci vede più di una presentazione. Pierre Carniti, che De Toni mette fra i suoi riferimenti accanto a Sturzo, cominciò qui nel 1957, da operatore nella zona industriale del Sempione.
Insieme alla Cisl si muove un tavolo informale. Lo avviò nel 2018 Sandro Antoniazzi, morto nel luglio dell’anno scorso a 85 anni, e da allora vi si ritrovano aclisti eletti nelle liste civiche, dirigenti di Azione Cattolica e Caritas vicini al Pd, ciellini impegnati nel sindacato, ambientalisti cristiani, gente di Sant’Egidio. Hanno in comune il rifiuto di stare a destra e nessuna voglia di rifare un partito cattolico. Chiedono che solidarietà e sussidiarietà contino qualcosa nel centrosinistra così com’è. Antoniazzi la politica l’aveva provata di persona. Segretario della Cisl milanese dal 1979 al 1988 e poi di quella lombarda, commissario al Pio Albergo Trivulzio dopo Tangentopoli, nel 2001 accettò di sfidare Gabriele Albertini per l’Ulivo. Finì al primo turno, con il sindaco uscente al 57,5 per cento e l’Ulivo fermo a un terzo dei voti. Da allora il cattolicesimo sociale ha dato a Milano assessori e dirigenti, non più un candidato sindaco.
Venticinque anni dopo, fra gli aspiranti del centrosinistra più d’uno potrebbe trovare ascolto a quel tavolo, dalla vicesindaca Anna Scavuzzo a Mario Calabresi. In luglio era girato anche il nome di Umberto Ambrosoli, proprio negli ambienti moderati e cattolici del Pd. Investiture, finora, nessuna. Quello che il tavolo può portare subito è un’agenda, perché i suoi la città la vedono dagli sportelli: famiglie con due stipendi che non reggono l’affitto, anziani soli al quarto piano senza ascensore, quartieri dove il doposcuola lo tiene la parrocchia. Sono le voci che anche Ambrogio raccoglie quando parla di periferie. Se dall’incontro uscirà un elenco di richieste ai candidati, con le priorità in ordine, servirà più di un endorsement.
© Riproduzione riservata





