Lunedì a Milano non nascerà semplicemente una nuova associazione. Nascerà, o almeno proverà a nascere, una ipotesi politica. Più precisamente: il tentativo di dare una forma organizzata a un’area che in questi anni è esistita nei voti, nelle biografie, nelle competenze, nelle amministrazioni, ma molto meno nei partiti.

L’appuntamento è per lunedì 15 giugno al Teatro Franco Parenti. Europeisti, il movimento promosso da Daniele Nahum, Piercamillo Falasca e Sergio Scalpelli, si presenta con un’ambizione esplicita: rimettere insieme liberali, riformisti, europeisti. Il Terzo Polo, dopo essersi consumato tra personalismi, errori tattici e rotture premature, rientra dunque in campo da Milano. Lo fa in un momento in cui entrambi gli schieramenti mostrano una difficoltà evidente a parlare al ceto medio produttivo, ai professionisti, alle imprese, ai mondi urbani, a quella parte di Paese che non si riconosce né nella destra sovranista né nella sinistra identitaria.

Nahum lo dice senza troppi giri di parole. L’idea, spiega, è che «tutti i liberali e riformisti devono andare insieme alle prossime elezioni politiche, fare fronte comune, perché sostanzialmente non si possono fare alleanze con i fan di Putin da uno schieramento all’altro, né con la Lega e Vannacci da un lato, né col campo largo, Movimento 5 Stelle e pezzi del Pd dall’altro». Europeisti (www.europeisti.eu) nasce qui. In questa terra di mezzo che non vuole più essere solo terra di mezzo. Falasca, Nahum e Scalpelli parlano esplicitamente di «rimettere insieme i pezzi rinnovati del terzo polo»: il progetto non si presenta come una lista civica nazionale, ma come un tentativo di federazione politica attorno a un nucleo organizzato.

Il dato interessante è che l’iniziativa sembra aver intercettato una domanda più ampia del previsto. Nahum racconta che l’idea iniziale era quella di organizzare «un evento in tono minore per la presentazione dell’associazione». Poi, aggiunge, «la cosa è esplosa in termini positivi tra le mani». Il foyer del Franco Parenti, con 230 posti, non bastava più. Gli iscritti, secondo gli organizzatori, sono arrivati a 676. L’evento è stato spostato nella sala grande. Arriveranno partecipanti da tutta Italia. Si stanno creando comitati territoriali, anche fuori da Milano.

Tra gli ospiti più attesi, alla prima uscita di questo nuovo cantiere riformista, ci sarà Pina Picierno. Non è un dettaglio. Perché proprio nelle ore che precedono l’appuntamento milanese Picierno ha scelto di intervenire frontalmente contro Elly Schlein e Chiara Appendino sul tema della patrimoniale. «Sono totalmente in disaccordo con Schlein e Appendino e spiego perché», ha scritto su X. «La pressione fiscale in rapporto al Pil in Italia è già elevatissima, anche perché il Pil italiano cresce meno di quello degli altri Paesi europei. L’emergenza in Italia, anche in termini fiscali, è la mancata crescita del Pil, che va affrontata con riforme per favorire la crescita, non discutendo sempre e solo di come aumentare le tasse». Il punto, per Picierno, è un altro: «La giustizia fiscale si fa con la tassa sui redditi: non è possibile che chi ha 60mila euro di reddito lordo paghi la stessa aliquota di chi ha 600mila e che chi ha 600mila ha la stessa di chi ha 600 milioni».

La posizione di Picierno, dunque, inizia a farsi marcata ed evidente. Non solo per il suo ruolo europeo, ma perché segnala una frattura nel campo progressista. Milano diventa il primo laboratorio di questa tensione. Nahum non esclude che il nuovo fronte possa correre autonomamente anche alle prossime Comunali: se il Pd sceglierà una candidatura considerata massimalista, i riformisti rivendicheranno il diritto di costruire una terza via.

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Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.