Diverse migliaia di manifestanti hanno attaccato l‘ambasciata americana nella capitale irachena, Baghdad, in preda alla rabbia per gli attacchi aerei statunitensi che hanno ucciso oltre una decina di combattenti filo-iraniani nel fine settimana. Chi protestava ha superato posti di blocco che di solito limitano l’accesso alla Green Zone ad alta sicurezza della città, cantando ‘Death to America’, bruciando bandiere americane e tenendo manifesti che chiedevano la chiusura dell’ambasciata. Sono state rimosse le telecamere di sicurezza dal muro mentre le forze di sicurezza irachene cercavano di trattenerle.

La risposta americana alle manifestazioni è stata violenta. Le forze statunitensi hanno sparato gas lacrimogeni e granate, per disperdere le migliaia di combattenti paramilitari iracheni filo-iraniani e i loro sostenitori che sono entrati nel complesso dell’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad, secondo quanto constatato dai giornalisti di AFP. I manifestanti, inizialmente erano partiti in processione funebre per i 25 combattenti filo-iraniani uccisi domenica scorsa durante i raid americani in Iraq, poi la rabbia è montata e il corteo si è scagliato contro l’ambasciata.

I manifestanti hanno dato fuoco a parti delle mura esterne, incendiando anche una torretta di guardia. Lo ha riferito Bbc, dopo che i dimostranti sono riusciti a entrare all’interno del compound in cui hanno sede edifici governativi e varie ambasciate straniere. Migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro i raid condotti dalle forze di Washington, in cui sono stati uccisi 25 combattenti della Brigata Hezbollah, gruppo paramilitare sciita filoiraniano.

L’Arabia Saudita ha condannato gli attacchi “terroristici” contro le forze degli Stati Uniti in Iraq, che Washington ha attribuito a milizie filoiraniane. Lo hanno riferito i media di Stato, dopo che una trentina di razzi venerdì ha colpito una base in Iraq, uccidendo un contractor e ferendo soldati statunitensi. Gli Usa hanno accusato le Brigate Hezbollah irachene, sostenute da Teheran, e domenica hanno condotto raid che hanno ucciso 25 combattenti, causando proteste in Iraq.

“L’Arabia Saudita ha seguito con grande preoccupazione la recrudescenza di attacchi terroristi in Iraq”, “tra cui i più recenti sono stati quelli delle milizie terroriste appoggiate dal governo iraniano contro le forze statunitensi presenti in Iraq”, ha scritto l’agenzia di stampa ufficiale saudita Spa. Riyad, inoltre, “condanna” tali attacchi “che violano la sovranità dell’Iraq e minano la sua sicurezza e stabilità”.

Il primo ministro iracheno, Adel Abdel Mahdi, ha chiesto ai dimostranti di lasciare l’ambasciata degli Stati Uniti in cui hanno fatto irruzione a Baghdad. “Ricordiamo che qualsiasi aggressione o violenza contro le ambasciate straniere sarà fermamente impedita dalle forze di sicurezza”, ha dichiarato Mahdi, circa due ore dopo l’inizio dell’attacco all’ambasciata.