I contagi covid aumentano ovunque e anche nelle carceri. Ma lì, nelle celle affollate di persone, ci sono anche malati comuni, persone che soffrono di tumore o altre malattie e che, se dovessero contagiarsi, rischierebbero seriamente la vita. Succede nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dove Antonio, malato di tumore è costretto a stare nell’infermeria centrale in attesa che si trovi un posto in una struttura esterna adeguata per curarlo. Poi ci sono altri due detenuti della casa di lavoro di Aversa: sono malati e hanno problemi persino a camminare, il carcere non è il proso adatto per loro.

A denunciare tutte queste storie è Emanuela Belcuore, garante dei detenuti di Caserta. La garante come è solita fare, nel fine settimana ha fatto il giro delle carceri della provincia di Caserta. “A Santa Maria Capua Vetere ci sono attualmente 23 detenuti positivi – ha detto la garante al Riformista – Il personale sanitario è sotto organico perché in tanti hanno contratto il covid. In questo scenario c’è Antonio, malato oncologico. Il magistrato ha dato l’assenso per liberarlo ma abbiamo difficoltà a trovare una struttura sanitaria che lo possa ospitare. Sta veramente male”.

Belcuore racconta che l’area sanitaria del carcere ha segnalato la difficile situazione di Antonio ma purtroppo non si riesce a trovare una struttura sanitaria esterna che lo possa accogliere e fornirgli le cure necessarie. E così Antonio resta lì, solo, in infermeria.
Poi c’è il caso della casa di lavoro di Aversa. Lì i detenuti dovrebbero lavorare ma c’è chi sta male e non riesce nemmeno a camminare. “È preoccupante la situazione in particolare di due detenuti – continua il racconto della garante Belcuore – Uno è anziano ha problemi di deambulazione, ha la carne viva che gli esce dalle gambe. Sta malissimo ma il carcere non lo segnala al Magistrato di Sorveglianza. Eppure l’area sanitaria ha il diritto e il dovere di segnalare i detenuti per i quali il regime carcerario è incompatibile con la tutela della loro salute”.

“Due mesi fa ho segnalato io stessa questa situazione al carcere – continua la garante – ma non è cambiato nulla. Zoppica, ha le vene in rilievo e sta male. Io non sono un medico ma si vede che non sta affatto bene”. Nella stessa casa di lavoro ad Aversa c’è anche un altro detenuto di cui preoccupano le condizioni di salute. “Ha un tumore alla trachea – continua Belcuore – Ha un buco in gola e non riesce nemmeno a muoversi. E intanto entrambi restano lì in carcere, dovrebbero lavorare ma non ne sono in condizione. Che senso ha?”.

“A Carinola invece continuano gli screening con 3 sezioni chiuse per covid. Ad Aversa ci sono 27 positivi, si attende la terza dose di vaccino. Ad Arienzo ci sono 4 agenti positivi. In questo scenario faccio appello alla magistratura di sorveglianza per i reclusi a cui mancano pochi mesi di mandarli a casa per alleggerire un po’ il peso su quelle celle che scoppiano”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.