Politica
Legge elettorale, doppio turno doppia riflessione
Il centrodestra ha iniziato la stagione d’autunno, quella della caduta delle foglie, anche quelle di fico, presentando gli emendamenti alla legge elettorale con l’introduzione del doppio turno. Se non si arriva al 40% si apre un doppio turno di ballottaggio per l’assegnazione dei seggi premiali. 40% è attualmente la soglia oggi raggiunta dai partiti del centrodestra classico, una somma in discesa da tempo e non solo per la crescita di Futuro Nazionale di Vannacci.
Meloni comincia ad aver paura di perdere e prende le sue contromisure per sfruttare l’appoggio, o almeno lo spera, dei Vannacciani al ballottaggio. Questa legge elettorale sta diventando maledetta per il sistema politico. Ricordiamoci l’Italicum di Renzi, con cui voleva fare all in, e lo portò a perdere il referendum con connesse dimissioni. Quelle che forse doveva dare la Meloni a febbraio portandoci al voto senza Vannacci. Alcuni commentatori continuano a dire che il Generale è una bolla mediatica e che i sondaggi non si tradurranno in voti. Sarà, ma intanto sta determinando lo scenario politico, perché la politica è più percezione che realtà. Ma il ballottaggio, a qualcuno del centrosinistra come Stefano Ceccanti, potrebbe essere una soluzione pure per il campo largo. Il quale è terrorizzato dalle primarie e non ha alcuna scelta strategica condivisa. Perché un eventuale ballottaggio potrebbe consentire a Conte ed i 5 stelle di andare nella loro meravigliosa autodeterminazione, puntando sui loro temi identitari spesso divisivi, oltre che ondivaghi. E farebbero crescere l’ala riformista che si potrebbe alleare con il PD. E sfruttando il secondo turno potrebbero pure vincere.
Mentre che riesca l’alleanza con Vannacci non è una variabile certa. Se il Generale supera il 10%, e questo è altamente probabile, potrebbe decidere, essendo in crescita netta, di dare il colpo di grazia alla Meloni, diventando il principale leader di una nuova destra, egemonica, come l’AfD in Germania. Certo qualche suo elettore potrebbe non seguirlo, ma non sarebbe sufficiente a far vincere la Meloni, che a quel punto non sarebbe più una leader vincente. E si sa gli italiani amano i vincenti, non i perdenti in politica, e Renzi docet. Pertanto il ballottaggio potrebbe essere più utile politicamente ad un centrosinistra diviso che al centrodestra. Quindi le demonizzazioni o sono di facciata, o di stupidità.
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