Un vaccino, subito, per tutti i magistrati. Perché una Casta che si rispetti la distanza dagli altri la deve porre a partire dalle questioni essenziali. La salute è un diritto per tutti, ma per dirla con Orwell, alcuni ne hanno più diritto di altri. Ed ecco pronta una corsia preferenziale per dare il vaccino AstraZeneca subito alle toghe under-54 con vaccinazioni prioritarie prenotabili immediatamente tramite il portale delle prime regioni che hanno aderito. Toscana, prima di tutte. Poi Emilia-Romagna, Piemonte e Puglia. In assenza di una direttiva nazionale, sono le Regioni a decidere. E a macchia d’olio tante stanno valutando in questi giorni di concedere la corsia di sorpasso ai giudici. Peccato che la coperta sia corta: se si dà priorità ai magistrati, ad altre categorie arriverà più tardi. I diabetici protestano: per loro contrarre il Covid-19 sarebbe mortale, ma nella piramide purtroppo vengono dopo alle toghe.

Il ministro della Salute Roberto Speranza aveva presentato lo scorso 2 dicembre al Parlamento le linee guida del Piano strategico per la vaccinazione Covid-19, integrato poi nel Decreto 2 gennaio 2021, tenendo i magistrati fuori dalle categorie prioritarie: i Palazzi di Giustizia a rilento, i servizi erogati con il contagocce, scongiurato qualsiasi contatto con il pubblico, al Ministero non era sembrato il caso di inserire le toghe tra le categorie a maggior rischio. La scala delle priorità è stata poi elaborata dagli uffici del ministero della Salute, del Commissario Straordinario per l’Emergenza, dell’Istituto Superiore di Sanità, di Agenas e Aifa. Come previsto dal Piano stesso, l’8 febbraio 2021 è stato pubblicato il documento che aggiorna le categorie e l’ordine di priorità per la seconda fase della campagna vaccinale contro il Covid-19 in base all’evoluzione delle conoscenze e alle informazioni sui vaccini disponibili. L’alea si fa largo tra le pieghe delle “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19”.

Alla Categoria 6 si parla di soggetti di età inferiore a 55 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico. Alla luce dell’approvazione del vaccino di AstraZeneca e delle indicazioni fornite da AIFA, durante la seconda fase di vaccinazione, le Raccomandazioni prevedono che «si procederà a vaccinare soggetti (…) con priorità di somministrazione per il personale scolastico e universitario docente e non docente, per le Forze armate e di Polizia, per i setting a rischio quali penitenziari e luoghi di comunità e per il personale di altri servizi essenziali». L’Anm vede l’opportunità di inserirsi. Ma è sul piano locale che si muovono le Procure.

Il Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Firenze, Marcello Viola, è stato il primo a rivolgersi al Presidente della Toscana, Eugenio Giani. E ha chiesto di integrare l’ammissione al sospirato antidoto anti-Covid per chi svolge un servizio essenziale. «Ho fatto presente che esercitiamo un servizio pubblico essenziale, costituzionalmente garantito», sottolinea il dr. Viola. «L’ho chiesto – insieme al Presidente della Corte d’Appello – per tutto il comparto giustizia. Voglio che tutti coloro che lavorano nei palazzi della giustizia siano tutelati». Anche la Regione Piemonte ha varato una campagna vaccinale ad hoc per i magistrati e gli avvocati chiedono di essere coinvolti. E protesta di non essere stato coinvolto Domenico Palmas, presidente dell’Unione degli ordini forensi di Piemonte e Valle d’Aosta.

«Per far ripartire e operare in piena sicurezza il pianeta giustizia – scrive – riteniamo che la vaccinazione debba essere estesa anche agli avvocati, oltre che ai lavoratori delle pubbliche amministrazioni per il fatto di intendere come Servizio Pubblico quello collettivamente svolto da tutti». Le stesse proteste si registrano a Bologna e a Napoli, dove a macchia d’olio fanno presa, trovando ascolto più sensibile che altrove, le richieste dei magistrati di essere messi in corsia di sorpasso. Ed ecco il caso della Puglia, Regione governata da un magistrato in congedo, chiamato a dare priorità alla sua categoria. L’Assessore alla Sanità della Puglia fissa addirittura il calendario delle priorità, rovesciato rispetto alla frequentazione con il pubblico: i magistrati verranno vaccinati a marzo, annuncia, mentre gli avvocati a partire da aprile. Ricevere il vaccino prima degli altri, con l’arrivo della terza ondata, il propagarsi delle varianti e la riduzione della disponibilità dei vaccini forniti, è la più grande dimostrazione di potenza, e forse di prepotenza.

«È il modo con cui la casta si comporta da sempre», taglia corto Marco Taradash, PiùEuropa, che segue da vicino il caso dei vaccini nella sua Toscana. «I magistrati hanno ridotto l’attività e non la aumenteranno dopo aver fatto il vaccino; che ora pretendano di avere la priorità sugli altri, fa ridere. All’interno dei tribunali sono quelli che hanno meno contatti con gli altri. Conducono vite isolate e servite. È un privilegio senza ragione, di casta e basta”. Il senatore Franco Dal Mas, Forza Italia, ha rivolto una richiesta di chiarimento al Ministro della salute, Speranza, e alla titolare della Giustizia, Cartabia: «Si consideri semmai tutto insieme il comparto giustizia, vaccinando gli avvocati prima o insieme». Il presidente della commissione Giustizia al Senato, Andrea Ostellari, Lega, si spinge oltre: ha chiesto di conoscere lo stato della campagna vaccinale nelle carceri. Perché in questa piramide rovesciata si pensa troppo ai privilegi del vertice e quasi mai ai diritti degli ultimi, i più colpiti.

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.