Il Decreto legge con le “Disposizioni urgenti per il Piano Casa” è stato licenziato a Montecitorio e si appresta ad essere approvato definitivamente al Senato entro il 6 luglio. L’obiettivo è fornire una risposta concreta al crescente disagio abitativo attraverso l’incremento dell’offerta di alloggi a prezzi accessibili. L’Onorevole Elisa Montemagni è relatrice del disegno di legge che punta a realizzare oltre 100mila alloggi calmierati in dieci anni.

Dopo il Piano INA-Casa di Fanfani, questo della Lega sembra essere il più importante provvedimento riguardante la questione abitativa.
«Sì, questo è un provvedimento atteso da molto tempo, il tema dell’edilizia abitativa è una priorità che come Lega ci siamo dati. A Milano per comprare un appartamento di 80 mq servono 125mila euro in contanti e un reddito di almeno 3.500 euro. A Roma la soglia è leggermente più bassa, ma non tutti possono permettersi di dare 82mila euro in contanti, guadagnando più di 2500 euro al mese. C’è una grande difficoltà ad avere una casa nel nostro Paese».

Quali sono i punti salienti e cosa prevede il piano casa?
«Il primo intervento è quello che va a recuperare i circa 60mila alloggi popolari ad oggi sfitti perché necessitano di manutenzione straordinaria, così da poterli assegnare a chi ne ha fatto richiesta e ne ha bisogno per davvero. Secondo, puntiamo a rimettere in circuito immobili non utilizzati, attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale, valorizzando l’esistente e contenendo il consumo di suolo. L’obiettivo è destinare questi immobili alla famosa ‘zona grigia’ studenti, famiglie, genitori separati che non possono accedere alle graduatorie delle case popolari ma non possono nemmeno affrontare le spese di un affitto o di un mutuo».

Il provvedimento insiste su un processo di semplificazione delle procedure burocratiche.
«Il nostro paese è vittima della troppa burocrazia, ce lo dicono imprese, le categorie professionali e il mondo del lavoro. È necessario fare in modo che i progetti per la realizzazione di nuovi immobili vengano realizzati in tempi stretti e quindi dare risposte certe e veloci ai nostri cittadini che non possono più aspettare».

L’architetto Felice Squitieri sarà il nuovo commissario straordinario. In che modo dovrà intervenire?
«Il nome di Felice Squitieri ci rassicura perché è un profilo giusto, un architetto che si occuperà di seguire la fase di gestione e il programma di interventi in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale del Piano Casa. È un ruolo importante».

L’impianto della legge ha particolare riguardo per la cosiddetta zona grigia, chi agevolerà il provvedimento?
«Questa è una delle vere innovazioni. Nel testo e tramite emendamenti abbiamo inserito una serie di categorie: lavoratori fuori sede, studenti, giovani coppie, genitori separati, anziani e le famiglie della cosiddetta fascia grigia a cui teniamo molto. Stiamo parlando di famiglie che non riescono ad avere accesso ad un mutuo ma non hanno nemmeno possibilità di accedere ad una casa popolare. Il rent to buy (locazione con riscatto) è quindi una forma di certezza che diamo loro di poter avere una casa per costruire stabilità».

Una nota anche sul fronte dei vannacciani in aula. Prima gli Italiani, non è già stato abbastanza detto a voce alta dalla Lega?
«La Lega ha sempre messo al primo posto i cittadini italiani, a tutti i livelli, dai bandi comunali alle normative regionali fino anche a questo provvedimento. Quindi (i vannacciani ndr.) arrivano tardi e male. Dispiace solo che in Aula e in commissione stiano facendo ostruzionismo a questo Governo, fianco a fianco a Pd e Avs, dopo che per quattro anni hanno condiviso il nostro percorso».

Il Piano Casa è al centro del tavolo tecnico della Lega per riunire i territori. È un assist per risolvere anche i bisogni delle periferie?
«Assolutamente sì. Il tema casa è uno di quelli che ci sta più a cuore, che impatta sulla vita dei nostri cittadini e ne parleremo anche al nostro interno proprio per dare la risposta migliore ai cittadini. Solo riqualificando i quartieri più periferici e abbandonati possiamo contrastare degrado e illegalità, valorizzando queste aree e soprattutto restituendo fiducia e speranza a chi le abita».