Tragedia nella notte a Bitonto, in provincia di Bari. Una rissa, in una stazione di servizio, due giovani almeno che entrano in contatto violentemente. Uno resta a terra, morto. Aveva 41 anni. È successo sulla Strada Provinciale 231 tra Modugno e Bitonto. Sulla vicenda indagano i carabinieri coordinati dal pm Ignazio Abbadessa.

La rissa sarebbe scoppiata intorno alle 3:00 della scorsa notte, tra sabato e domenica. Da accertare i motivi dell’alterco, come scrive l’Ansa, che avrebbe coinvolto due gruppi di giovani. La vittima sarebbe stata colpita da diversi pugni al volto. Sarebbe caduta a terra e avrebbe battuto violentemente la testa. Secondo quanto riporta Bitonto Viva la vittima si chiamava Paolo Caprio, aveva 41 anni, incensurato, e sarebbe stato picchiato a sangue.

La lite sarebbe scoppiata per futili motivi, forse un apprezzamento di troppo. I soccorsi giunti presso la stazione di rifornimento non avrebbero potuto fare altro che constatare il decesso. Il pm ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima. Acquisiti e visionati i video delle telecamere di sorveglianza della stazione di servizio che hanno ripreso i fatti. Sono stati anche ascoltati i testimoni. Il Quotidiano Italiano scrive che il presunto aggressore, pregiudicato, sarebbe stato già rintracciato dalle forze dell’ordine.

A dare la notizia della tragedia, sui social network, anche il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio. “Nella tarda notte, in una stazione di servizio alle porte della Città, una rissa ha provocato la morte di un nostro concittadino. Senza armi la fine di una esistenza umana è stata decretata da violenza per motivi, sembrerebbe, non legati a questioni criminali. Il presunto colpevole è in contatto con le forze dell’ordine. È vero, la prepotenza e la barbarie stanno attraversando tutto il Paese (il Sud in particolare) consegnando l’immagine di una società sempre più sola ed abbandonata. Ma Bitonto ha già sofferto troppo per sopportare altre tragedie come questa. La vittima ed il presunto aggressore sono molto giovani per non lasciarci altro pensiero”.

Aggiornamento: Si è costituito Fabio Giampalmo, sottoposto a fermo con ipotesi di omicidio volontario aggravato. Si è presentato in caserma con il suo avvocato difensore. Ha raccontato che “mentre stazionavamo sulle panche sotto il gazebo con le nostre mogli” Caprio “si è avvicinato per origliare cosa stessimo dicendo e ha guardato in maniera provocatoria le nostre compagne. Notata questa circostanza, io mi sono alzato, gli ho detto testualmente ‘sempre avanti e dietro devi andare? Qual è il problema?’, così dicendo gli ho tirato tre pugni colpendolo al viso, l’ho visto cadere in terra e sbattere la testa sul marciapiede. Non pensando che sarebbe morto sono andato via”. La salma del 40enne è stata portata all’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.

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