Atterrato alle 14:03 all’aeroporto di Ciampino di Roma l’aereo che ha portato in Italia Silvia Romano. La 24enne sequestrata per oltre 500 giorni tra Kenya e Somalia, è partita da Mogadiscio, capitale della Somalia. La cooperante è sbucata dall’aereo indossando un abito tradizionale somalo di colore verde. Ha sorriso scoprendosi il volto coperto dalla mascherina – per via delle misure da coronavirus – e ha lungamente abbracciato i genitori. Presenti all’aeroporto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi di Maio. Romano sosterrà delle visite mediche e l’interrogatorio con il Ros.

“Sono felicissima, sto bene fisicamente e mentalmente. Sono stata forte. Grazie alle istituzioni, ora voglio stare con la mia famiglia”. Sono state queste le prime parole pronunciate dopo lo sbarco all’aeroporto dalla giovane volontaria tornata in Italia dopo oltre 500 giorni di prigionia.

In un breve punto con la stampa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato il suo benvenuto a Silvia, un “segnale di speranza e fiducia che lo Stato c’è”, perché “quando lavoriamo insieme e coesi ce la facciamo”, ha detto il premier.

Conte ha ringraziato l’Aise, la Farnesina, l’Unità di crisi, il ministro Di Maio e l’autorità giudiziaria. “Quando lavoriamo insieme e coesi, e dimostriamo di essere concentrati sugli obiettivi che ci stanno a cuore, ce la facciamo sempre. E’ un bel giorno, siamo felici per Silvia, per i suoi familiari e per tutti gli italiani che hanno atteso questo momento“.  Parlando della liberazione della volontaria, Conte ha sottolineato che il governo aveva avuto “dei segnali che Silvia era in vita, eravamo in dirittura finale da qualche mese”.


Alberto Vecchi, ambasciatore italiano in Somalia che ha incontrato la ragazza, ha parlato di “una rara forza d’animo”. Tre dei sequestratori sono stati arrestati e sono attualmente sotto processo. Non è ancora stato chiarito tutto il percorso dello scambio, della vendita, del presunto riscatto.

Emozionanti le immagini da Milano, in via Casoretto, dove una piccola folla di persone si è radunata nei pressi dell’abitazione di Silvia Romano per celebrare la liberazione e l’arrivo della cooperante scomparsa per 18 mesi in Africa. Le stesse scene, con musica dai balconi, si erano verificate ieri. Festa anche nel villaggio di Chakama, dove Silvia Romano era stata rapita, scrivono le agenzie.

Volontaria 24enne, Silvia è stata rapita il 20 novembre del 2018 in Kenya, a Chakama, 80 chilometri da Malindi, in un raid armato nel quale restarono ferite cinque persone. A Chakama lavorava per la onlus Africa Milele per seguire un progetto di sostegno all’infanzia con i bambini di un orfanotrofio.

La consegna di Silvia è arrivata venerdì dopo la lunga trattativa con il gruppo terrorista islamico di Al Shabaab, con la liberazione avvenuta a circa 30 chilometri da Mogadiscio, dove gli emissari dei sequestratori hanno consegnato la cooperante ai ‘contatti’ dell’intelligence italiana venerdì notte.