Ha picchiato la suocera mandandola in ospedale col cranio fracassato. Qui i medici del “Santa Maria Goretti” l’hanno sottoposta ad un delicato intervento d’urgenza per rimuovere un vasto ematoma cerebrale, ma nonostante tutti i tentativi dei medici, è deceduta poche ore dopo.

È morta così nella serata di ieri, venerdì 14 gennaio, Nadia Bergamini, che insieme alle figlie gestiva un bar sul lungomare di Latina, scrive Repubblica.

Per la morte della donna gli agenti della squadra mobile e della squadra volante di Latina hanno arrestato il genero, un  44enne di origini siciliane e con piccoli precedenti di polizia alle spalle.

L’uomo era indagato per le gravissime lesioni causate alle suocera, accusa che poi dopo alcune ore, con il decesso di Bergamini, si sono trasformate in omicidio.

Stando ai primi accertamenti il genero avrebbe percosso la donna per motivi ancora non chiari, sino a farla rovinare per terra, procurandole così le gravi lesioni che poi ne avrebbero causato la morte.

I fatti si sono svolti nel pomeriggio di venerdì all’interno dell’abitazione della vittima, alla periferia del capoluogo pontino. La figlia della vittima, rientrando a casa, ha trovato il corpo della madre agonizzante e con i chiari segni di lesioni da trauma. In casa c’era anche il compagno che non ha saputo fornire spiegazioni sull’accaduto.

L’uomo è stato condotto in questura tra non pochi problemi: il 44enne infatti ha reagito in malo modo alla vista degli agenti, rifiutando anche di indossare la mascherina anti Covid. L’uomo è stato quindi sottoposto a fermo per gravi indizi di colpevolezza nei suoi confronti. 

Le indagini però sono ancora in corso: la procura della Repubblica di Latina sta infatti cercando di ricostruire l’intera vicenda. “All’esito delle prime indagini – specificano dalla questura di Latina – emergevano gravissimi indizi di colpevolezza in capo al 44enne, il quale avrebbe percosso la donna, per motivi ancora non chiari, sino a farla rovinare per terra, così procurandole le gravi lesioni che poi ne avrebbero causato la morte“.

Redazione