Nessuna condanna in Germania per la strage al festival Loveparade del 2010, in cui morirono 21 persone, tra le quali l’italiana Giulia Minola. Dopo due anni e mezzo di processo, il tribunale di Duisburg ha archiviato il caso, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Dpa. I giudici avevano già proposto l’archiviazione un mese fa, citando le restrizioni causate dal coronavirus. Tre dei 10 imputati erano accusati di omicidio colposo involontario e danni fisici: gli imputati, tra i responsabili del festival, avrebbero commesso errori e non avrebbero monitorare correttamente la sicurezza durante l’evento.

Il 24 luglio 2010, a causa del sovraffollamento all’interno di un tunnel a Duisburg dove si stava tenendo l’evento, si creò una calca improvvisa che causò 21 morti e 650 feriti. Per sei dipendenti del Comune di Duisburg e per un dipendente della Loveparade il processo era stato archiviato già oltre un anno fa.

Per Reiner Dietz, uno degli avvocati dei parenti delle vittime, “l’archiviazione del processo, senza aver sentito la ricostruzione degli esperti, è una fine insostenibile e un disastro giuridico”. Un nulla di fatto dopo 184 udienze e 116 testimoni che hanno sfilato nell’aula del tribunale di Duisburg dal 2010 ad oggi.