Continuano incessantemente le iniziative nazionali ed europee per giungere ad un accordo sulle richieste di maggiore solidarietà economica e finanziaria, provenienti soprattutto da Italia, Francia e Spagna, per fronteggiare all’emergenza Covid-19. Un accordo senza il quale vi è il rischio di far saltare il banco dell’Unione Europea. Mentre i sovranisti tedeschi pongono ostacoli – urlando “prima i tedeschi” – ai tentativi di Angela Merkel di dare risposta soddisfacente alle richieste dei Paesi del Sud Europa, si notano sempre maggiori segnali di fattiva apertura.

Accompagnate da importanti misure economiche già approvate dalla Commissione Europea. Come quella annunciata oggi e che riguarda lo sblocco di un ulteriore miliardo del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici, che porterà ad 8 miliardi la liquidità a disposizione delle PMI. Chi ancora riesce a ragionare senza impulsi emotivi o suicidari, giustificati da , da una parte e dall’altra, sa bene che il destino dell’Unione Europea e dell’Italia sono intimamente legati. L’Europa non può fare a meno dell’Italia. E l’Italia, fuori dall’Unione Europea, oltre al rischio del ripetersi dei drammi della storia europea dei secoli passati, non avrebbe altra alternativa che quella di divenire una colonia economica russa, cinese o di altra potenza geografica, demografica, economica o militare mondiale. E il ricorso alla stampa di valuta in libertà, fuori dall’euro, non gli eviterebbe di correre il rischio di arrivare a situazioni venezuelane. In vista della riunione dell’Eurogruppo di domani, e della prossima riunione del Consiglio Europeo, cercando di fare capire le ragioni italiane a Bruxelles e quelle dell’Europa in Italia, continuano ad essere attivissimi anche circoli a trazione italiana. Tra questi Esperia – di ispirazione centro-destra europea – e Arianna – di ispirazione centro-sinistra. Esperia ha lanciato nei giorni scorsi una petizione pubblica in favore dell’istituzione degli Eurobond, che ha superato 2000 firme e alla quale si sono aggiunte quelle di altri, tra i quali i verdi europei. Arianna ha invece diffuso un videoclip, diventato presto virale, in risposta ai tanti diffusi in questi giorni da sovranisti, su quello che l’UE sta facendo per arginare la crisi Covid19.

Esperia, in un suo appello pubblico, fatto in occasione del lancio del suo nuovo sito web ha ricordato che COVID-19 ci ha trovati impreparati. “La risposta dell’Europa è stata inizialmente incerta e ambigua, alimentando nei Paesi più colpiti un forte sentimento anti-europeo che rischia di diventare irreversibile. In risposta alle crisi economica e sociale che inevitabilmente seguiranno quella sanitaria, l’Europa deve saper mettere in campo politiche economiche nuove, ambiziose, senza precedenti.

Aggiungendo che “é a tutti chiaro che in questo preciso momento siamo a un passaggio cruciale del nostro cammino europeo. Vogliamo quindi rivolgere un’esortazione ai rappresentanti della nostra famiglia politica del Partito Popolare Europeo, che nelle prossime ore saranno chiamati a prendere decisioni di vitale importanza: non è il momento della prudenza, né quello dei compromessi ma è il momento del coraggio di combattere per l’esistenza stessa della nostra Europa”.

Il Vicepresidente di Forza Italia e del Partito Popolare Europeo (PPE), Antonio Tajani, continua ad essere attivissimo sul fronte europeo, a difesa della posizione italiana. Forte del suo grandissimo prestigio internazionale. Del quale gode anche in virtù delle sue passate presidenza del Parlamento Europeo e vicepresidenza della Commissione Europea. Prestigio che gli è persino valsa la dedica di una via in Spagna.

Tajani ha appena inviato un’accorata lettera ai suoi colleghi del PPE, attraverso la quale, vista la gravità di questo periodo nella nostra storia, ha voluto condividere con loro alcuni suoi pensieri.

Ciò che decideremo nei prossimi giorni sarà il nostro testamento politico per le generazioni future. Siamo onesti: stiamo affrontando un test esistenziale e se non lo superiamo, la nostra Unione sarà completamente smantellata”, scrive Tajani. Precisando che “la reazione all’emergenza sanitaria è stata inadeguata, insufficiente e ha aumentato i sentimenti anti-UE tra i cittadini. È nostra responsabilità reagire bene alla recessione economica in corso, che sta già avendo effetti sociali senza precedenti e devastanti. La disoccupazione è solo una di quelle. Secondo i nostri valori e tradizioni cristiani, principi come la solidarietà e il bene comune dovrebbero rimanere i nostri punti di riferimento in questa crisi imprevedibile.

Citando Papa Francesco, quando ha detto “Siamo sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari, tutti noi chiamati a remare insieme“, Tajani ha ricordato che “per affrontare questo dramma sociale, la nostra barca, la nostra comune “Dimora” (per usare le parole del nostro collega e amico Bellamy) – che è l’Unione Europea – dovrebbe essere dotata di adeguati strumenti economici come quelli detenuti dai governi nazionali. Altrimenti, ci troveremo in una barca senza remi.

Abbiamo bisogno di politiche economiche ambiziose per i nostri cittadini, lavoratori, professionisti e PMI”, ha sottolineato chiaramente l’ex Presidente del Parlamento Europeo.

Dobbiamo riportare al centro delle nostre politiche i nostri valori cristiani che hanno ispirato De Gasperi, Schumann e Adenauer. Hanno costruito una nuova Europa quando è stata completamente distrutta dalle guerre.

Quarant’anni dopo, Helmut Kohl guidò la riunificazione della Germania e il suo eccezionale risultato diplomatico diede una nuova spinta a tutta l’Europa. Nel frattempo, molti politici democratici cristiani hanno guidato il passaggio dagli ex regimi comunisti alle democrazie.

Concludendo il suo appello, dopo aver ricordato ai colleghi del più grande gruppo politico europeo che il PPE ha la stessa responsabilità e un’opportunità storica simile, quello di condurre l’UE in un ulteriore processo di integrazione, e per un’Europa migliore, ha posto due domande chiaramente provocatorie. “Qual è l’alternativa? Vogliamo davvero essere ricordati in futuro per non essere stati in grado di agire con gli stessi valori e lo stesso coraggio che avevano avuto in passato il padre fondatore dell’UE e i politici democratici cristiani?“.

Tajani ha infine affermato il suo sincero desiderio che i nostri figli e le nostre figlie godano sempre in pace dei nostri monumenti europei, come le nostre spiagge della Normandia, un tempo sanguinosi campi di battaglia.

Un giorno vorrei raccontare questa storia ai miei nipoti: l’Europa stava quasi per crollare. Siamo stati seriamente esposti al rischio di diventare di nuovo un nuovo campo di battaglia. Ma siamo riusciti a ricostruire un’Europa più forte! Abbiamo un passato comune e oggi condividiamo questi terribili giorni di crisi. Non possiamo dimenticare che dobbiamo avere un futuro comune. Scriviamo un’altra brillante pagina della storia europea tutti insieme”.