La campagna elettorale non risparmia il coronavirus, l’emergenza, il vaccino. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il vaccino contro il coronavirus potrebbe essere pronto entro tre o quattro settimane. Secondo le stime degli esperti e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) invece, il primo vaccino potrebbe essere pronto tra fine 2020 e inizio 2021. Il primo disponibile davvero per la massa, secondo l’Oms, a metà 2021. E appunto: la consegna del farmaco arriverebbe prima del 3 novembre, giorno in cui il tycoon si giocherà la rielezione contro il democratico Joe Biden.

Dopo aver minimizzato per mesi la pandemia, il presidente cambia strategia. E contraddice perfino le sue dichiarazioni, emerse dalle interviste del giornalista Bob Woodward e pubblicate nel libro Fury, nelle quali aveva ammesso di aver minimizzato l’emergenza pur essendo al corrente della letalità del virus.

“La mia azione è stata forte ma non volevo creare panico tra la gente”, ha detto Trump, nella stessa occasione in un town hall a Philadelphia. Trump ha di nuovo messo in dubbio l’uso della mascherina, contraddicendo la sua stessa task force. “Alcune persone pensano che non sia utile”, ha detto. Per la prima volta il tycoon ha risposto alle domande degli elettori: solo 21 per rispettare le restrizioni anti-covid.

Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito dalla pandemia con 6.606.561 contagiati e 195.937 morti.