Non sembrano essere dotate della virtù del tempismo le ultime dichiarazioni di Donald Trump. Il presidente americano è arrivato in visita, per un briefing, in una California e una costa Ovest dilaniata dagli incendi: a Sacramento, per la precisione. È la sua prima volta dall’inizio dell’emergenza incendi. “Occorre una efficace e decisa gestione dei boschi, come sto dicendo da circa tre anni. Ora speriamo inizino a farlo”, ha dichiaratoal suo arrivo a McClellan Park, attaccando i governatori degli Stati colpiti e non addebitando la furia degli incendi ai cambiamenti climatici.

Trump ha respinto le preoccupazioni sul cambiamento climatico, uno dei fattori incriminati per spiegare la gravità degli incendi che stanno devastando la West Coast. Il pianeta “inizierà a raffreddarsi”. Il governatore Gavvin Newsom ha denunciato invece che il cambiamento climatico sta peggiorando il disastro. Proprio mentre uno dei funzionari stava facendo la sua relazione, Trump è intervenuto interrompendo e dicendo che il clima “inizierà raffreddarsi”. “State a guardare”, ha aggiunto, “non penso che la scienza lo sappia veramente”.

A far discutere la settimana scorsa erano state invece le dichiarazione rilasciate tra febbraio e aprile dal presidente al giornalista Bob Woodward per un libro che uscirà domani (Fury) in cui Trump confidava di essere al corrente della letalità del coronavirus e di averla minimizzata volutamente e ripetutamente in pubblico per non causare panico. Un atteggiamento che lo aveva fatto annoverare tra i principali negazionisti a livello mondiali. Non sembrano essere giorni di dichiarazioni felici, insomma, per il presidente USA, a poco più di un mese dalle presidenziali del 3 novembre.

Non si dica però l’ultima parola: Joe Biden è al momento in lieve vantaggio nei sondaggi sul presidente in carica ma la partita è aperta. D’altronde, anche nel 2016, Hillary Clinton guadagnò due milioni di voti in più del tycoon e comunque fu sconfitta per via del sistema maggioritario secco tra Stati Federali degli USA. Lo stesso Biden, proprio in giornata, ha attaccato Trump sul tema dell’emergenza climatica: “Se concedi a un negazionista del clima altri quattro anni alla Casa Bianca, perché dovremmo essere sorpresi di avere l’America in fiamme?”. Il candidato dei democratici ha poi rincarato la dose: “Nell’America di Trump non siamo al sicuro da nessuna delle quattro crisi storiche che ci colpiscono: la pandemia, la recessione economica, il cambiamento climatico, il suprematismo bianco” le quali “richiedono azione, non il negare la realtà, esigono leadership, non capri espiatori”, ha ammonito, accusando il tycoon di non essere il presidente di tutti gli americani. Gli incendi, gli uragani, le alluvioni, il cambiamento climatico, ha aggiunto, non scelgono se colpire gli Stati dem o repubblicani, “non sono un fenomeno di parte”.