Non accennano a placarsi le polemiche nate con le anticipazioni di ‘Rage’, il nuovo libro del leggendario giornalista del ‘caso Watergate’ Bob Woodward, basato su una serie di interviste rilasciate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump presidente tra dicembre e luglio per il libro del giornalista.

Trump in particolare ha rivelato a Woodward che gli Usa hanno creato una nuova arma nucleare, “cose che non hai mai visto o sentito”, parlando della costruzione di un “sistema bellico nucleare che nessuno ha mai avuto prima in questo Paese. Abbiamo cose che non hai mai visto né sentito. Abbiamo cose di cui Putin e Xi non hanno mai sentito parlare prima. Non c’è nessuno… quello che abbiamo è incredibile”.

Parole incredibili che hanno spinto Woodward a cercare conferme da fonti anonime, puntualmente trovate, che hanno sottolineato anche la sorpresa per la rivelazione di Trump. Secondo la rivista specializzata Task & Purpose è probabile che il tycoon si riferisse alla testata W76-2, che però avrebbe una resa esplosiva inferiore rispetto alle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki e già resa nota lo scorso febbraio 2018.

LE ACCUSE DI TRUMP – In seguito alle anticipazioni Trump su Twitter ha accusato lo storico giornalista, sottolineando che “ha avuto le mie dichiarazioni per molti mesi. Se pensava che fossero così terribili o pericolose, perché non le ha rivelate immediatamente nel tentativo di salvare vite umane? Non aveva l’obbligo di farlo? No, perché sapeva che erano risposte giuste e corrette. Calma, niente panico!”.

Il riferimento in questo caso è ad una prima anticipazione dalla quale è emerso che tycoon fosse a conoscenza della pericolosità del Covid-19 ma che avesse minimizzato la situazione. Il 19 marzo ha detto al giornalista di aver voluto sempre minimizzare, “e preferisco ancora sminuire, perché non voglio creare panico”. In un altro colloquio agli inizi di febbraio aveva invece descritto come “questa roba è mortale” e quindi di conoscere bene il livello di minaccia del virus. Le ammissioni sono in netto contrasto con i suoi frequenti commenti pubblici dell’epoca che insistevano sul fatto che il virus sarebbe scomparso e che tutto sarebbe andato bene”.