Infiammano gli scontri a Portland. La città dell’Oregon a ferro e fuoco per via dei contatti tra i manifestanti del movimento antirazzista Black Lives Matter e i sostenitori del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un uomo è stato ucciso a colpi di pistola ieri sera, intorno alle 20:45, nel centro della città.

In corso un’indagine per omidicidio. Portland era stata già epicentro di manifestazioni e scontri dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd, lo scorso maggio a Minneapolis; episodio che aveva scatenato proteste e manifestazioni in tutto il mondo.

La polizia ha fatto sapere che una manifestazione politica stava attraversando il centro della città quando ci sono stati “casi di violenza tra manifestanti e contro-manifestanti. Gli ufficiali sono intervenuti e in alcuni casi hanno effettuato arresti. OregonLive ha riportato “scontri” e “momenti di tensione” tra i gruppi, sebbene la polizia non abbia detto se la sparatoria fosse collegata alle manifestazioni.

Negli ultimi giorni una nuova ondata di proteste si è estesa negli Stati Uniti dopo il ferimento del 29enne afroamericano Jacob Blake, domenica scorsa, a Kenosha, nel Wisconsin. Proprio nella città due uomini sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco nei giorni scorsi: arrestato un 17enne, armato di un fucile d’assalto, arrivato dal vicino Illinois. Venerdì circa 50mila persone hanno manifestato con il movimento anti-razzista Black Lives Matter a Washington ricordando il discorso “I have a dream” dell’attivista e premio Nobel per la pace Martin Luther King del 28 agosto 1963.