Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ammesso di aver ripetutamente minimizzato e pubblicamente il coronavirus. Non solo: ha ammesso anche di aver saputo settimane prima della prima morte da covid, che il virus era pericoloso, altamente contagioso e disperso nell’aria, “più mortale persino delle peggiori influenze”. La rivelazione è contenuta nel libro Rage di Bob Woodward, del quale la Cnn ha anticipato una parte del contenuto. Gli Stati Uniti restano il paese più colpito dalla pandemia con 6.334.158 positivi e 189.972 morti (dati Johns Hopkins University).

Trump ha rilasciato una serie di interviste dal febbraio scorso. Il 19 marzo ha detto al giornalista – autore, tra le altre cose, dell’inchiesta che portò allo scandalo Watergate – di aver voluto sempre minimizzare, “e preferisco ancora sminuire, perché non voglio creare panico”. In un altro colloquio agli inizi di febbraio aveva invece descritto come “questa roba è mortale” e quindi di conoscere bene il livello di minaccia del virus. Le ammissioni sono in netto contrasto con i suoi frequenti commenti pubblici dell’epoca che insistevano sul fatto che il virus sarebbe scomparso e che tutto sarebbe andato bene. “Mantenere il nostro Paese al sicuro”, ha detto Trump in Rage, questo il compito del presidente.

Il COMUNICATO – Donald Trump non ha fuorviato intenzionalmente gli americani sulla gravità del coronavirus: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany dopo le anticipazioni del nuovo libro di Bob Woodward.

BIDEN – Donald Trump “ha mentito agli americani sui pericoli del virus, che conosceva con un anticipo di settimane” e la sua “negligenza è costata vite e ha causato la recessione economica”. Ha detto intervenendo in un comizio in Michigan, Joe Biden attaccando il suo rivale nella corsa alla Casa Bianca facendo riferimento alle rivelazioni. “Non ha fatto il suo lavoro, di proposito”, ha aggiunto Biden