Una “prima donna milionaria e viziata”. Così è stata definita dal giornalista Piers Morgan l’ex Spice Girls Victoria Beckham, moglie dell’ex calciatore David Beckham. Il motivo? La ‘Posh Spice’ ha chiesto alle istituzioni inglesi di poter accedere agli aiuti alle aziende previsti dal governo per le società in difficoltà in tempi di Coronavirus. Così l’80% dello stipendio dei suoi 30 dipendenti sarebbe interamente pagato dai contribuenti inglesi.

La vicenda ha sollevato non poche critiche: Victoria Beckham, 46 anni da poco, vanta un patrimonio netto di 335 milioni di sterline (circa 380 milioni di euro), con auto e ville da sogno, oltre a spese ‘folli’ che già nel passato hanno fatto discutere, come un compleanno da 100mila sterline organizzato per famiglia e amici. Ma non solo: all’elenco si aggiunge una collezione di borse da 1,7 milioni di euro e un patrimonio immobiliare da 70 milioni di euro.

A nulla sembra valso quindi la rinuncia della Posh Spice al suo stipendio, dato che anche i suoi stipendi dovranno rinunciare a gran parte della loro mensilità.

L’ex cantante non ha preso bene le critiche piovute su media e social, lamentandosi con gli amici delle “ingiuste critiche ricevute per qualcosa che un sacco di altre aziende stanno facendo”.

In realtà la crisi del suo marchio personale non è dovuta all’emergenza globale legata al Coronavirus. Già lo scorso anno la sua azienda, nata nel 2005, aveva registrato perdite per milioni di sterline, tanto da costringere l’ex Spice Girl a licenziare personale, tagliare benefit e contenere i costi.