Avevano fatto il giro dei media e dei social le sue immagini, le foto e i video mentre a dorso nudo e con un machete in mano rincorreva un altro ragazzo in corso Giulio Cesare a Torino. Si erano moltiplicati editoriali e articoli sull’insicurezza, la paura, il terrore di vivere nella città, le periferie il degrado. Hamza Zarir, 28 anni, a una settimana da quel clamoroso episodio di mercoledì primo giugno, è tornato libero.

Lo ha deciso il giudice Pier Giorgio Balestretti che ha disposto la scarcerazione al termine dell’udienza. Sentiti alcuni testimoni sull’episodio avvenuto nel quartiere Aurora. “Grazie”, ha detto il ragazzo al giudice. La revoca della misura cautelare nei confronti del ragazzo marocchino era stata chiesta dall’avvocato difensore Francesca D’Urzo. Il 28enne dovrà recarsi ogni giorno presso il Commissariato Barriera di Milano a firmare. Mercoledì sarà di nuovo in aula per l’ultima udienza del processo con rito abbreviato.

Il ragazzo ha raccontato di essere lui la vittima dell’aggressione. Ha detto nell’udienza di convalida di essere stato assalito da alcuni pusher mentre era alla fermata del tram. “Il machete non era mio, l’ho raccolto da terra per difendermi”. Cinque i pusher che l’avrebbero aggredito secondo la testimonianza di un amico che era con il 28 enne quel giorno. Cinque pusher armati di spray al peperoncino, bottiglie, stampelle e catene delle bici.

“Loro spacciano e non vogliono che qualcuno si fermi alla pensilina”. Il testimone ha aggiunto che uno degli aggressori aveva un coltello e di essere scappato, prima di vedere l’amico, Hamza, con una ferita alla testa. Anche una donna marocchina ha testimoniato nell’udienza. Era stata ferita a un piede con un coccio di bottiglia. “Pur non essendo stato io a colpirla, le chiedo perdono”, ha chiesto il 28enne. L’accusa sosteneva che il ragazzo avesse colpito con il coltello un altro ragazzo del quale però si sono perse le tracce.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.