Quanto costa tornare alla normalità? Molto, forse troppo. In Campania frutta, verdura, caffè e detersivi sono venduti a prezzi folli. E Confesercenti lancia l’allarme anche sullo scontrino medio di una spesa e lamenta un rincaro eccessivo sui prodotti per la pulizia della casa. I detersivi costano circa il 50-60 per cento in più rispetto al 2019. Un esempio per tutti: 12 mesi fa un flacone di alcol da 700 ml costava tra 1,50 e 1,80 euro, mentre ora si arriva fino a sei euro a bottiglia. Anche i detergenti con azione disinfettante hanno subito un aumento smisurato del prezzo: l’anno scorso costavano circa 1.50 euro, adesso li troviamo in vendita a tre euro. All’inizio del lockdown si registrava già un aumento dei prezzi e la Campania figurava al secondo posto della classifica delle regioni più care d’Italia con Napoli sul terzo gradino del podio tra le città. Con la fase 2 la situazione non è migliorata.

Anzi, è arrivata una pioggia di denunce da parte di consumatori, esasperati dal costo altissimo di una spesa standard. Sono cresciuti vertiginosamente anche i prezzi di materie prime come pane, zucchero e pasta. I bar hanno aumentato il prezzo del caffè di circa il 10-15 per cento. I parrucchieri hanno ritoccato il listino prezzi, aumentando i costi del 25 per cento. Il reparto dell’ortofrutta ha registrato incrementi da capogiro: è stato registrato, per esempio, un rincaro sulle zucchine del 300 per cento. E i consumatori si trovano a dover fare i conti, oltre che con l’emergenza sanitaria, anche con quella economica. “L’aumento dei prezzi pesa moltissimo sulle famiglie – commenta Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – È un’inflazione folle che non può essere giustificata in nessun modo”. Né giustificata né fermata, visto che per le autorità competenti è difficile intervenire su piccole attività che giocano a far lievitare i prezzi.

“Abbiamo denunciato la filiera agroalimentare – dichiara Trefiletti – Lì c’è criminalità organizzata e un gran giro di denaro, perciò resta fondamentale una cosa: denunciare”. Le segnalazioni dei consumatori sono un buon deterrente, ma soprattutto i commercianti dovrebbero capire, come conclude Trefiletti, che “aumentare i prezzi in questo momento è da stupidi soprattutto nell’ottica di ricevere agevolazioni su fitti e bollette da parte del governo: in caso di ulteriori rincari, le famiglie non compreranno più e ci sarà una contrazione dei consumi che danneggerà loro in primis”.

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Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.