I dati parlano chiaro: i limiti ai viaggi internazionali comporteranno un quasi totale azzeramento delle presenze straniere in Campania per il 2020. Il che significa che, nelle strutture ricettive, mancheranno all’appello circa dieci milioni di ospiti stranieri. Una speranza, tuttavia, esiste e coincide con il turismo domestico. Se il 3,4 per cento degli italiani che ha viaggiato all’estero nel 2019 scegliesse la Campania come meta delle proprie vacanze, infatti, il trend negativo sarebbe invertito e, a dispetto dell’emergenza sanitaria ed economica scatenata dal Coronavirus, anche quest’anno potrebbe essere raggiunta la quota di 21 milioni e 700 mila presenze turistiche complessive registrata a Napoli e dintorni nel 2018. È quanto emerge dallo studio condotto dalla società di consulenza e intermediazione immobiliare World Capital.

La ricerca offre una fotografia precisa della particolare situazione del settore dell’ospitalità e suggerisce anche la soluzione per risollevarlo: vacanze all’italiana o, più precisamente, alla napoletana. Secondo World Capital, qualora gli italiani che nel 2018 hanno trascorso le proprie vacanze in Campania continuassero a farlo nel 2020 e il 3,4 per cento scegliesse la Campania come proprio buen retiro estivo, sarebbe possibile bilanciare i dieci milioni di presenze straniere alle quali albergatori e tour operator sembrano destinati a rinunciare a causa dell’emergenza Covid-19.

L’ipotesi presa in esame considera che, nel 2020, le presenze straniere in Campania potrebbero essere soltanto 347mila quando invece, nel 2018, gli ospiti internazionali hanno rappresentato ben il 48 per cento delle presenze totali sul territorio regionale attestandosi a dieci milioni e 400mila unità. Un ritorno a questi livelli appare irrealistico, almeno in tempi brevi, anche perché il mese di maggio è ormai perduto. Per il turismo italiano in Campania, invece, è decisivo il periodo giugno-agosto, mesi durante i quali si concentra il 50 per cento del totale annuale di presenze di turisti italiani. Quindi, se l’attività ricettiva riprendesse il via in tempi brevi e le località campane riuscissero a intercettare i viaggiatori italiani, le sorti della stagione turistica 2020 potrebbero essere, almeno parzialmente, risollevate.


Ma gli italiani riprenderanno a viaggiare? Sì, almeno secondo un sondaggio di Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con Swg durante il lockdown: la metà degli intervistati farà una vacanza appena l’emergenza sarà finita e l’83 per cento degli italiani farà un viaggio nel Bel Paese. “Il sentimento dei turisti italiani – spiegano da World Capital – è dunque propositivo e predisposto a viaggiare all’interno dei confini nazionali. E questa previsione potrebbe avverarsi qualora ci fossero opportune agevolazioni statali in grado di aiutare gli italiani ad affrontare i costi delle proprie vacanze”.

L’obiettivo di tour operator e albergatori campani, dunque, è intercettare i connazionali pronti a viaggiare. Ne è consapevole la Fiavet Campania, associazione degli agenti di viaggio capitanata da Ettore Cucari, che ha sollecitato l’adozione di un piano regionale che preveda non solo investimenti sulla formazione dei lavoratori del comparto turistico, ma anche una forte azione di promozione. Dello stesso avviso Federalberghi Campania, presieduta da Costanzo Iaccarino, che auspica il rapido avvio di una campagna di promozione nazionale e internazionale della Regione: “Un messaggio positivo che, oltre a richiamare le straordinarie bellezze ambientali e culturali del nostro territorio, spieghi che siamo pronti ad accogliere i turisti in sicurezza e con la consueta professionalità”. In questo senso sembrano orientati i vertici della Regione: nel corso dell’incontro con i titolari delle strutture ricettive, il governatore De Luca ha annunciato l’avvio di una campagna finalizzata a sottolineare la sicurezza dell’ospitalità in Campania.