“Il nostro settore è chiuso da ottobre perché tutto il lavoro fatto è stato cancellato e ad oggi non abbiamo alcuna certezza sul futuro”. E’ il grido d’allarme lanciato da Vincenzo Del Bravo, vicepresidente di Adv Unite l’associazione campana che rappresenta tutti gli agenti di viaggio e che, in mattinata, ha organizzato una manifestazione in piazza del Plebiscito a Napoli per chiedere aiuto al Governo sulla ripartenza.

E’ un settore in grossa difficoltà quello che opera nel turismo, uno dei più colpiti dall’emergenza coronavirus. Migliaia i lavoratori e le agenzie in bilico. “Lo Stato non ci ha proprio calcolato. Le vacanze sono dei beni di servizio a lungo termine – spiega Del Bravo -. Vanno pianificate con mesi di anticipo è il nostro settore è praticamente chiuso dall’autunno scorso perché chi ha programmato una vacanza per la primavera-estate del 2020 adesso non partirà più. Abbiamo lavorato per nulla perché abbiamo restituito i soldi che abbiamo incassato. A questo si aggiunge l’incertezza del futuro: ad oggi prenotare una vacanza è una incognita totale”.

Le stesse difficoltà valgono anche per l’incoming, ovvero i turisti che dall’estero vengono in Italia. “Tutte le prenotazioni che avevamo sono cancellate e le nuove non ci saranno. Quindi il nostro lavoro di intermediazione con le prenotazioni di alberghi, tour, transfer, è stato tutto annullato” dichiara, amareggiato, Del Bravo.

“Noi al governo abbiamo chiesto la cassa integrazione almeno fino a settembre con la speranza che venga prolungata fino a tutto il 2020. Personalmente  sono titolare di un’agenzia, la Kiwi viaggi, che ha quattro sedi con circa 10 dipendenti, già dopo il terzo mese non riusciamo più a sostenere le spese. Saremo costretti a licenziare e questa cosa mi dispiace molto ma come si fa a mantenere i dipendenti da qui a dicembre con la consapevolezza di non poter incassare, pagare fitti, utenze e altro: è insostenibile”.

Il Governo per il momento ha fatto poco o nulla per il settore del turismo: “Ad oggi – spiega Del Bravo – ci ha accordato la cassa integrazione per nove settimane, quindi fino al 31 luglio. Ci hanno dato il bonus vacanze che è completamente inutile perché significa anticipare soldi al cliente che poi mi vengono restituiti come credito d’imposta ma non avendo fatturato non avrò tasse da pagare. Abbiamo chiesto la sospensione delle utenze, la riduzione dei canoni di fitto. Tutte cose che lo Stato non ci ha accordato, almeno per ora, nonostante il turismo rappresenti il 15% del prodotto interno lordo”.