Condotta di nascosto negli uffici del Ministero della Difesa, stuprata e poi abbandonata in stato di shock su un divanetto per tutta la notte. L’ex dipendente del governo australiano e membro del Partito Liberale Brittany Higgins ha denunciato di essere stata vittima di violenze sessuali nel 2019 all’interno del palazzo del Parlamento a Canberra. La donna, che ha raccontato la sua storia in un’intervista al programma televisivo The Project, non ha fatto il nome del suo presunto assalitore: l’episodio sarebbe avvenuto nell’ufficio dell’allora ministra Linda Reynolds, quando Higgins aveva 24 anni.

Il caso ha fatto ancora più scalpore perché secondo quanto detto da Higgins il governo era a conoscenza dell’accaduto. L’ex dipendente ha raccontato di aver subìto pressioni indirette per non denunciare, e mantenere così il suo lavoro. Il primo ministro australiano Scott Morison, leader del Partito Liberale, le ha chiesto pubblicamente scusa: “Cose del genere non sarebbero mai dovute accadere”, ha detto.

Il capo dell’esecutivo ha rivelato di essersi reso conto della necessità di nuove indagini sulla violenza. Higgins lo ha ringraziato, pur sottolineando che “un’inchiesta di questo genere è soltanto un attesissimo primo passo”.

Presto verrà fatta luce quindi su quanto avvenuto la sera del 22 marzo 2019. Secondo quanto ricostruito nel corso del programma, la donna era uscita a bere in un locale insieme ad alcuni colleghi di partito, tra cui l’uomo che poi l’avrebbe violentata. Quest’ultimo le avrebbe offerto un passaggio a casa in taxi, salvo poi far fermare il veicolo davanti al Parlamento. Higgins ricorda di non avere avuto con sé il pass che permette di entrare negli uffici del governo, ma che l’uomo era riuscito a portarla all’interno dell’ufficio di Reynolds.

Lì lei aveva iniziato a sentirsi poco bene e si era stesa su un divano a dormire. Poco dopo però si era risvegliata senza vestiti, con l’uomo addosso che la stava violentando. “Mi svegliai nel mezzo dello stupro. Gli dissi di fermarsi, piangevo. Lui nemmeno mi guardava. Mi sentii come se il mio corpo non fosse lì”, ha raccontato. Dopo lo stupro l’uomo se ne sarebbe andato lasciandola sul divano seminuda.

Il lunedì seguente era stata convocata da una sua superiore per discutere della violazione che aveva compiuto entrando senza autorizzazione, venendo anche a sapere che l’uomo con cui era entrata in Parlamento aveva dato le dimissioni quello stesso giorno. Inizialmente Higgins non aveva parlato dello stupro, ma in un secondo incontro avrebbe raccontato quanto successo.

Reynolds l’avrebbe assicurata del fatto che se avesse deciso di andare dalla polizia sarebbe stata sostenuta nel processo, ma che avrebbe dovuto informare il governo per tempo. “Sentii che stava avendo con me quella conversazione solo per poter dire che ufficialmente mi aveva detto che potevo andare dalla polizia”, ha detto Higgins.

La donna ha lasciato il ministero il 29 gennaio scorso: “insostenibile” il peso di quanto le era accaduto. L’attuale ministra del Lavoro Michaelia Cash ha detto di averle chiesto di rimanere assicurandole che l’avrebbero aiutata trovandole un lavoro nel Queensland, ma che Higgins si è rifiutata.

“Mi vergognavo, e l’ho in qualche modo interiorizzato”, ha detto. “Non credo che quello che è successo sia un’eccezione. Avviene di continuo. È una cosa devastante e mi distrugge l’anima e ci penso tutti i giorni”.

L’ufficio del primo ministro Scott Morrison ha ribadito che Higgins era stata informata della possibilità di denunciare la violenza e che il governo si sarebbe impegnato per assisterla durante processo. Tale offerta – ha precisato – rimane valida nel caso in cui Higgins voglia sporgere ora denuncia.