Non ha perso la calma e ha continuato a camminare per raggiungere la madre e il suo compagno. Dietro di lui un orso bruno che avrebbe gettato nel panico chiunque ma non Alessandro, il ragazzino di 12 anni, che in Trentino ha avuto un incontro ravvicinato con l’animale, filmato dal compagno della mamma.

La conoscenza dell’orso e delle corrette regole di comportamento ha permesso ad Alessandro di allontanarsi senza correre rischi. Lo sottolinea il Wwf spiegando che il video “evidenzia l’importanza della conoscenza delle regole di base da mettere in pratica in caso di incontro con l’orso. Conoscere questi principi infatti permette di non mettere a rischio la propria incolumità e la tranquillità dell’orso”.

Incontrare un orso in montagna è un evento raro, ma non impossibile, ricorda l’associazione ambientalista suggerendo che “se si vogliono evitare incontri durante passeggiate o escursioni, è sufficiente far notare la propria presenza, parlando o attaccando al proprio zaino un piccolo campanello. In caso di incontro ravvicinato invece, è bene mantenere la calma, parlare e far notare la propria presenza all’orso, allontanarsi lentamente, senza scappare”.

Proprio come ha fatto Alessandro che sapeva anche di non dover guardare negli occhi l’orso. Un’esperienza capitata mentre il ragazzino era vicino dei cespugli di pino mugo in cerca di germogli. Proprio lì c’era l’orso accucciato che si è alzato quando ha visto Alessandro. Che, amante degli orsi, non vedeva l’ora di vederne uno. Sapeva già come comportarsi e per lui è stata l’esperienza che ricorderà per tutta la vita.

Per salvaguardare l’orso bruno in Italia, spiega il Wwf, “occorre conoscenza e rispetto. È di oggi la notizia dell’avvistamento di una femmina di orso con 4 cuccioli nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. Un importante segnale di speranza per la conservazione di questa preziosa specie, per la quale è però necessaria anche la corretta informazione di comunità e turisti che ne condividono il territorio. Convivere con l’orso è infatti possibile, come il bravissimo Alessandro ci ha mostrato in queste preziose immagini”, osserva il Wwf. L’ong lavora “da anni per contribuire ad aumentare la consapevolezza e il grado di accettazione dell’orso da parte delle comunità locali”.