Una tragedia immane colpisce il mondo del basket. Kobe Bryant, stella della pallacanestro Usa e simbolo dei Los Angeles Lakers, è morto in un incidente in elicottero assieme alla figlia Gianna, di 13 anni. A riportare la notizia è il sito TMZ, secondo cui tutti gli occupanti dell’elicottero sono deceduti nell’incidente.
L’elicottero di proprietà dell’ex cestista, ritiratosi dal basket nel 2016, si è schiantato nei pressi di Calabasas, a nord ovest di Los Angeles. La moglie Vanessa non è tra le vittime, così come le altre tre figlie Natalia, Bianca e Capri. Kobe Bryant e la figlia si stavano dirigendo in elicottero alla Mamba Academy per un allenamento mattutino.
LA NOTA UFFICIALE SULL’INCIDENTE – Con un comunicato stampa Daryl Osby, capo dei Vigili del Fuoco della Contea di Los Angeles, ed Eliot Simpson, rappresentante dell’agenzia investigativa del Governo USA NTSB, hanno rilasciato le prime dichiarazioni sull’accaduto: “Alle 9.47 (18.47 italiane, ndr) di questa mattina il 911 ha ricevuto una telefonata: segnalavano un elicottero che ha preso fuoco. A bordo dell’elicottero c’erano nove persone: il pilota e altre otto. Al momento, però, è del tutto inappropriato identificare i soggetti con il loro nome, lo faremo in una fase successiva. Per quanto riguarda le cause dell’incidente, è di competenza della NTSB (un’agenzia investigativa indipendente del Governo USA, che indaga sugli incidenti relativi ad aerei, navi, treni e gasdotti, ndr) spiegare certe sfumature. Siamo in attesa delle loro comunicazioni”
“Pompieri e paramedici hanno collaborato sul luogo dell’incidente, abbiamo optato per l’intervento dei secondi per provare a individuare eventuali sopravvissuti. Abbiamo impiegato un’ora per spegnere l’incendio, la presenza di magnesio ha di gran lunga peggiorato la situazione determinando un aumento delle fiamme. Prima di procedere con qualsiasi annuncio relativo alle persone che erano a bordo, attendiamo la fine delle indagini”.
I TRIONFI IN CARRIERA – Con i Lakers Bryant ha vinto cinque titoli Nba, oltre a due Olimpiadi (Pechino 2008 e Londra 2012). Ha partecipato per 18 volte agli All-Star Game, durante i suoi 20 anni di carriera con i Lakers, vincendo anche 2 Mvp delle finali Nba e  l’Mvp della Regular Season del 2008. E’ stato incluso in 15 All-Star Team.
Bryant decise di adottare il soprannome di ‘Black Mamba’ dopo aver visto ‘Kill Bill: Volume 2’, pellicola in cui è presente il mamba nero (in inglese Black Mamba) e in cui vengono descritte le sue caratteristiche. Per il cestita il suo modo di giocare a basket era simile a quello di adottato dall’animale nel film di Quentin Tarantino.
Bryant è il quarto tra i migliori marcatori della storia dell’Nba con 33.643 punti. Soltanto sabato notte era stato superato da LeBron James al terzo posto nella classifica dei giocatori che hanno segnato di più nella storia della Nba.
IL LEGAME CON L’ITALIA – Il cestita da sempre era legato all’Italia: ha vissuto nel Belpaese dai 6 fino ai 13 anni di età, seguendo gli spostamenti del padre Joe Bryant che giocava nel nostro campionato, tanto da parlare perfettamente l’italiano. Tra il 1984 e il 1991 passò da Rieti a Reggio Calabria, per proseguire a Pistoia e infine a Reggio Emilia.