I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno fermato all’aeroporto di internazionale di Dubai Bruno Carbone, broker del narcotraffico internazionale tra Colombia, Olanda e Italia. Carbone, latitante dal 2013, era già stato processato in contumacia e condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di droga. Il 42enne è stato trovato in possesso di documenti falsi.

Nel maggio del 2018 i carabinieri sequestrarono a Giugliano in Campania il ‘tesoro’ del narcotrafficante. Nella villa a disposizione dell’ex moglie di Carbone, Violetta Prezioso, alias “‘a piccerella”, attualmente reclusa nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dopo essere stata raggiunta da una misura cautelare per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti lo scorso 19 aprile, i militari scovarono 240mila euro in contanti. Il denaro era nascosto in uno sgabuzzino della tavernetta, all’interno di una scatola di cartone. La villa a Lago Patria era dotata di telecamere, cancelli e porte blindate.

Il narcotrafficante Carbone è considerato uno delle figure apicali dell’organizzazione che piazzava carichi di cocaina a Marano, nel Rione Traiano e nel Parco Verde di Caivano. Lo scorso 19 aprile era tra i destinatari delle 63 misure cautelari (53 in carcere e 9 ai domiciliari) accusati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli di traffico internazionale e spaccio di stupefacenti nonché intestazione fittizia di beni, impiego di denaro di provenienza illecita e riciclaggio, tutti reati aggravati da finalità mafiose.

Redazione