Il Pil dell’Italia crescerà dello 0,3% nel 2020, dopo essere aumentato dello 0,2% lo scorso anno, per poi espandersi appena dello 0,6% nel 2021. Lo stima la Commissione Ue nelle sue previsioni invernali, dopo che aveva pronosticato a novembre scorso una crescita dello 0,4% per quest’anno e dello 0,7% per il prossimo. Secondo Bruxelles in Italia “i rischi al ribasso per le prospettive di crescita rimangono pronunciati”. Le nuove stime confermano l’Italia fanalino di coda per crescita nell’UE.

LA SITUAZIONE NELL’EUROZONA – Il Pil dell’eurozona crescerà a un ritmo stabile, aumentando dell’1,2% sia nel 2020 sia nel 2021. Lo stima la Commissione Ue nelle sue previsioni d’inverno, che mantengono invariate le cifre sulla crescita pronosticate nello scorso autunno per l’area della moneta unica. Nonostante il rallentamento rispetto agli scorsi anni, l’eurozona sta vivendo il suo periodo più lungo di crescita consecutiva dall’introduzione dell’euro nel 1999. Per l’Ue nel suo insieme, Bruxelles prevede che la crescita sarà dell’1,4% nel 2020 e nel 2021, in calo rispetto all’1,5% stimato nelle previsioni economiche dell’autunno 2019.

IL MINISTRO GUALTIERI: “RIPRESA A GENNAIO, RIMBALZO PRODUZIONE E PIL” – “Tutti gli indicatori fortunatamente ci danno per gennaio una situazione di ripresa e di recupero. I dati ci dicono che la produzione a e il Pil dovrebbero salire, però dobbiamo sapere quanto. Parliamo di un rimbalzo a gennaio, e siamo fiduciosi che l’economia possa ripartire. Lo afferma il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo a Omnibus su La7. In merito al calo di Pil e produzione industriale, Gualtieri garantisce che “il governo sta facendo qualcosa. Stiamo parlando di dati usciti recentemente ma che riguardano l’ultimo trimestre del 2019” e, aggiunge ancora il ministro, “difficilmente un governo in cui i primi provvedimenti entrano in vigore il primo gennaio può avere una influenza positiva o negativa di carattere retroattivo”.

Il ministro ha quindi aggiunto che il governo è “molto prudente con le previsioni e pensiamo che quello che abbiamo detto avverrà, e cioè che il debito pubblico inizierà a calare” da quest’anno. “I dati sono stati anche un po’ migliori delle nostre previsioni”, aggiunge Gualtieri.