Nissan fa causa al suo ex presidente Carlos Ghosn e chiede 10 miliardi di yen (circa 90 milioni di dollari) per “recuperare una parte significativa dei danni monetari inflitti alla società dal suo ex presidente, risultato di anni di cattiva condotta e attività fraudolenta”. A riferirlo è la stessa azienda Nissan in una nota, spiegando di aver presentato richiesta di risarcimento presso il tribunale distrettuale di Yokohama, in Giappone dove Carlos Ghosn si era rifugiato. Solo lo scorso gennaio Ghosn era fuggito in Libano, anche se sono ancora poco chiare le dinamiche con cui sia riuscito ad arrivare nel Paese. Sul manager 65enne di origine libanese, ma nato in Brasile, gravano quattro capi di accusa, tra cui appropriazione indebita. Definito ‘il salvatore di Nissan’ dopo il suo arrivo nel gruppo giapponese nel 1999, Ghosn ha trascorso in totale 130 giorni di detenzione tra novembre 2018 e aprile 2019. Il manager avrebbe falsificato i rendiconti finanziari delle società da lui guidate, sottostimando i propri compensi per 80 milioni di dollari e abusando di beni aziendali.

IL RISARCIMENTO – Il risarcimento richiesto da Nissan “è correlato alla violazione da parte di Ghosn del dovere di fiducia in quanto amministratore della società e alla sua appropriazione indebita delle risorse e dei beni di Nissan”, spiega la casa auto. La cifra richiesta potrebbe aumentare ulteriormente, dal momento che Nissan sta pagando penali alla Japanese Financial Services Agency – il supervisore finanziario nipponico – all’interno di “procedimenti penali relativi alla cattiva condotta di Ghosn”.

La richiesta di risarcimento per danni è stata calcolata “sulla base dei costi sostenuti da Nissan per colpa di Ghosn e delle sue attività di corruzione” portate avanti “per diversi anni”, spiega la società. Tra i comportamenti scorretti dell’ex presidente e le spese sostenute dalla società nei suoi confronti, Nissan cita “pagamenti fraudolenti effettuati da Ghosn” come “l’uso di residenze all’estero senza pagamento dell’affitto, l’uso privato di jet aziendali, pagamenti a sua sorella” e “al suo avvocato personale in Libano” e anche “risorse e costi relativi alle indagini interne di Nissan su Ghosn e la sua condotta scorretta”, oltre che infine “spese legali e regolamentari sostenute in Giappone, Stati Uniti, Paesi Bassi” e altri luoghi. Inoltre Nissan fa sapere di aver “intensificato le sue azioni per recuperare i danni dal suo ex presidente a seguito della sua fuga dalla giustizia”. Nissan “si riserva inoltre il diritto di perseguire un’azione legale separata” contro le “osservazioni infondate e diffamatorie fatte da Ghosn ai media a seguito della sua fuga in Libano in violazione delle sue condizioni di custodia in Giappone”.