È considerata una nuova forma di collezionismo e di mecenatismo, e un mondo di altre cose, il futuro o una bolla del mondo virtuale, e sta tutta in tre lettere: NFT. Ovvero dei certificati di autenticità digitale oltre che di proprietà digitale. Si usano con più frequenza da poco più di tre anni e il mercato è al momento in crescita. NFT sta per Non-Fungible Token. Ovvero Token non fungibili, dotati di “una specifica individualità”, nuovi certificati di proprietà per opere digitali. Una rivoluzione per il collezionismo.

Gli NFT vanno all’asta in forma di certificato di proprietà di una singola versione originale e “autenticata” dal creatore del contenuto. Che può essere un meme, un’immagine di quelle ricorrenti in timeline, una fotografia, registrazioni, articoli di giornale. Qualsiasi cosa insomma: informazioni digitali che fanno sì che il file a cui è associata abbia una sua peculiarità e individualità.

Quindi i Token si possono comprare come se fossero un’opera d’arte. Si basano sulla blockchain, sistema informatico a nodi decentralizzati che gestisce registri di dati, della piattaforma Ethereum sulla quale si utilizza la criptovaluta Ether. La blockchain di fatto certifica la storia e l’autenticità di un file. Gli NFT possono essere acquistati sulle piattaforme Open Sea, Rarible, Nifty Gateway. Possono essere comunque comprati anche con valuta tradizionale.

Stando ai dati il volume degli investimenti è di oltre 400 milioni di dollari nei soli primi tre mesi del 2021. L’anno scorso è stato di 338 milioni di dollari. Una volta acquistata l’opera, a seconda dei contratti, può essere mostrata, riprodotta, usata a fini commerciali o perfino rivenduta come succede con tutte le opere d’arte di tutti i collezionisti. Gli NFT sono infine dei file che diventano dei veri beni, dotati di autenticità e proprietà e unicità, grazie a una firma.

Di solito l’acquisto non comprende il copyright e l’acquirente non può reclamarne i diritti d’autore o deciderne gli usi. Il più grande fondo di NFT del mondo è considerato essere Metapurse. Lo stesso che ha comprato l’NFT più famoso a oggi: Everydays – The First 5000 Days, un collage di cinquemila opere digitali realizzate dal designer Beeple, per 69,3 milioni di dollari. Un file JPEG. A far discutere è anche il funzionamento della blockchain che ha un impatto ambientale altissimo richiedendo molta elettricità ricavata spesso e volentieri da fonti di energia non rinnovabili.

Spesso si parla di bolla: a proposito della volatilità dimostrata in certi casi dalle criptovalute e dal successo presunto o improbabile che possano avere opere non tangibili. Per altri osservatori gli NFT sono solo all’inizio della loro storia e potrebbero anche essere una via efficace per riconoscere valore a opere e contenuti digitali. Secondo alcuni in futuro potrebbero essere usati per acquisti all’interno del mondo virtuale: dai videogiochi alle sfilate di moda. Qualsiasi cosa insomma.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.