C’è chi urla per farsi notare e chi, invece, sceglie il silenzio. Massimiliano Pecoraro, in arte MaxDJ, appartiene alla seconda categoria. Non parla quasi mai nei suoi video, eppure totalizza milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. La sua lingua? I rumori. La sua firma? La mimica facciale. Il suo talento? Trasformare oggetti comuni in simulatori surreali. Dalla bilancia che diventa acceleratore di un’auto da corsa allo scopino del bagno trasformato in leva del cambio, MaxDJ ha costruito un format unico, immediatamente riconoscibile e capace di superare ogni barriera linguistica.

Dalla console ai social: quando la musica diventa ritmo creativo

Prima dei milioni di visualizzazioni, Massimiliano era, ed è ancora, un DJ vecchio stile. Vinili, piatti, live su Facebook. Durante il periodo del Covid, tra il 2020 e il 2021, prova a trasferirsi su TikTok con l’idea di raggiungere mille follower per fare dirette musicali. Ma qualcosa cambia. Inizia quasi per gioco a creare piccoli video usando oggetti di casa e simulando suoni meccanici. “Mi è sempre piaciuta la meccanica“, racconta. “Basta che vedo un oggetto e già con la mente so cosa posso farci“. L’ispirazione nasce spesso da un suono intercettato nei “Per Te” dei social. Da lì, in pochi minuti, l’idea prende forma. Nessuna produzione complessa. Nessuna sceneggiatura scritta. Solo intuizione e immediatezza. Il risultato? Numeri impressionanti:68 milioni di visualizzazioni per un singolo video, 57 milioni su Instagram, 20 milioni su YouTube. E non si tratta di un exploit isolato. I suoi contenuti funzionano su tutte le piattaforme.

Un linguaggio universale

MaxDJ non parla perché, dice lui, “ognuno deve fare quello che è portato a fare“. Non si sente a suo agio con le parole, ma con i suoni sì. Ed è proprio questa scelta a renderlo globale. “La mia lingua la possono capire tutti. Il rumore lo capiscono ovunque“. Il pubblico internazionale lo premia con entusiasmo. All’estero i commenti sono di apprezzamento. In Italia, invece, il rapporto è più complesso. Qualcuno lo critica, qualcuno lo definisce “esagerato”. Ma lui reagisce con un like e un’emoticon che ride. “È un social. Io sono qua, loro sono là. Se lo faccio è perché me la sento“.

L’inventiva come identità

La creatività di Massimiliano affonda le radici nella sua vita reale. Quinta elementare come titolo di studio, quasi quarant’anni da meccanico. Una manualità sviluppata sul campo. «Da ragazzino mi inventavo macchine con qualsiasi cosa». Nei suoi video la tecnica è semplice ma geniale: fili legati ai piedi per muovere lancette, vaporelle che simulano fumo, mattarelli che attivano bilance digitali. Ogni oggetto diventa ingranaggio di un piccolo teatro meccanico. Non prende appunti. Non pianifica. Non studia algoritmi in modo ossessivo. Se un video va, va. Se non va, pazienza.

La forza dietro il sorriso

Massimiliano oggi ha 48 anni, una moglie e un figlio di 18 anni. È nato con gravi problemi ai piedi, operato da bambino, ha convissuto per anni con dolori continui prima di ottenere il riconoscimento dell’invalidità. “Se dovessi raccontare le ingiustizie della mia vita, servirebbe un libro“. Eppure nei suoi video non c’è mai autocommiserazione. C’è ironia. C’è gioco. C’è energia.

Calabria, talento e solitudine digitale

Osserva una differenza netta tra creator napoletani – più uniti e collaborativi – e quelli calabresi, che definisce più “frenati”. Nonostante amicizie e contatti importanti, raramente nascono collaborazioni concrete. “Forse perché ho un format diverso“, ipotizza. Eppure i numeri parlano chiaro. Lui stesso si definisce, con un sorriso, “un Khaby Lame calabrese“.

Il futuro? Restare se stesso

Niente intelligenza artificiale, niente montaggi sofisticati. «Il social vuole naturalezza. Come mi vedi in fotocamera sono io». Il suo pubblico continua a chiedergli il suo format storico. E lui continuerà su quella strada. Perché in un mondo che cambia continuamente linguaggio, MaxDJ ha trovato il suo. Senza parole. E forse è proprio questo il suo rumore più forte.

 

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Esperto di social media, mi occupo da anni di costruzione di web tv e produzione di format