Comune e Province potranno riscuotere le imposte locali e le entrate patrimoniali non pagate con le stesse regole dell’agenzia per la riscossione nazionale. E’ quanto prevede l’articolo 96 della manovra che – stando a una nota studi del Senato – esclude le multe stradali. In sostanza sarà possibile per i Comuni, che avranno accesso ai dati dell’Anagrafe tributaria, procedere ad azioni esecutive come il pignoramento di parte del conto corrente o dello stipendio o il fermo dell’auto.

Lo scopo della norma è quello di accelerare i tempi di riscossione rendendo l’atto immediatamente esecutivo senza la cartella di pagamento. L’avviso di accertamento e il provvedimento connesso di irrogazione delle sanzioni dovranno contenere anche l’intimazione ad adempiere al pagamento entro il termine di presentazione del ricorso, ovvero entro 60 giorni dalla notifica dell’atto. Decorso il tempo utile per il ricorso, ovvero 60 giorni dalla notifica, l’atto di accertamento diventa immediatamente esecutivo, senza la preventiva notifica della cartella di pagamento e dell’ingiunzione fiscale. Trascorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, scatta la riscossione forzata.

Sull’articolo 96 interviene in modo duro il leader della Lega Matto Salvini che durante la presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa attacca: “Il pignoramento dei conti correnti sarebbe una cosa da stato di polizia fiscale. Hanno appena annunciato che se sei in ritardo con i pagamenti ti possono pignorare i conti. Secondo me siamo all’Unione sovietica fiscale, siamo allo stato di polizia fiscale. Se entrano sul tuo conto corrente siamo allo stato di polizia fiscale”.

Sulla vicenda si esprime anche il senatore di Forza Italia Andrea Cangini: “Delle due l’una: il presidente del Consiglio mente, oppure ignora. Ignora, o finge di ignorare, che all’articolo 96 della Legge di bilancio si prevede che gli enti locali possano, attraverso le agenzie per la riscossione, pignorare i conti correnti dei cittadini debitori di tributi locali già dopo la mancata risposta all’avviso di pagamento. Niente più cartelle esattoriali, le mani in tasca da subito. Basta un disguido postale e il conto corrente viene violato. Lo ha scritto stamani il Quotidiano nazionale, Giuseppe Conte ha detto che non gli risulta. ‘I cittadini non si debbono preoccupare’- ha assicurato- Ma un premier che mente, o che ignora, qualche legittima preoccupazione la desta di sicuro…”.