Uscire dal campo protestando e inveendo contro gli arbitri, addirittura lanciando a terra con stizza la fascia di capitano, può essere considerata una “violazione dei principi del fair play”? Lo dovrà stabilire la Fifa, che potrebbe addirittura squalificare Cristiano Ronaldo per quanto accaduto al termine del match di sabato 27 marzo tra Portogallo e Serbia. Il fenomeno di Madeira aveva segnato all’ultimo minuto il gol partita che avrebbe consegnato i tre punti alla sua squadra, ma né l’arbitro del match – l’olandese Danny Makkelie – né il suo assistente hanno notato che il pallone aveva varcato la linea, prima di essere respinto da un difensore serbo. Ronaldo ha protestato aspramente in campo ed è stato anche ammonito, ed ha lasciato polemicamente il terreno di gioco al fischio finale.

L’articolo 11 del Codice Disciplinare Fifa spiega che “le associazioni e i club, così come i loro giocatori, funzionari o qualsiasi altro membro o persona che svolge una funzione per loro conto devono rispettare le regole del gioco, lo Statuto FIFA e i regolamenti, le direttive Fifa, linee guida, circolari e decisioni, e devono inoltre rispettare i principi di correttezza, lealtà e integrità”. Il secondo punto dell’articolo specifica che potrebbero essere prese misure disciplinari contro chiunque adotti “comportamenti che screditano il calcio o la Fifa”.

Se il comportamento di Ronaldo verrà giudicato in contrasto con quanto prescritto, per lui sarà impossibile evitare la sanzione. L’arbitro della gara si è scusato nel postpartita con la squadra lusitana, e l’attaccante pluri-pallone d’oro ha scritto sui social che “un’intera nazione è stata danneggiata” dalla decisione.