La targa in marmo con la scritta “Largo Berlinguer”, nei pressi di via Toledo, è stata distrutta nella mattinata di ieri: è successo alla vigilia del 37esimo anniversario dalla morte del segretario del Partito comunista italiano. E non è la prima volta che il monumento in ricordo di Enrico Berlinguer, figura istituzionale che ha pienamente incarnato i valori della democrazia, della libertà e della giustizia sociale, viene preso di mira e vandalizzato: era già successo nel gennaio di quest’anno. Questa volta è la data che lascia pensare che il gesto non sia stato compiuto “tanto per” da un teppista, ma che abbia invece precise implicazioni politiche e che, alla vigilia dell’anniversario della scomparsa di Berlinguer, il suo obiettivo sia quello di lanciare un chiaro messaggio di intolleranza.

«Non si tratta di semplice vandalismo – afferma Marino Niola, professore di Antropologia dei simboli e grande studioso dei comportamenti più personali degli individui – ma di un gesto di stupidità politica perché, in fondo, questo tipo di violenza, questa rivolta contro i simboli o contro le immagini è sempre una forma di grande imbecillità: chi ha compiuto questo gesto, prima di essere un violento, è un demente». Questi eventi riportano l’attenzione su un’insofferenza sempre più spiccata dei cittadini nei confronti della politica, delle istituzioni e dei simboli che ne custodiscono la memoria. «Questo gesto è l’espressione della voglia di ribellione e di un’insofferenza alla politica – spiega Niola – che peraltro, in questo momento, è incoraggiata da certi leader politici che proprio su questi dementi fanno leva. La politica dovrebbe migliorare le persone anziché assecondare i loro peggiori istinti. E c’è un’area politica che ha tutto l’interesse a mantenere la gente s rancorosa e arrabbiata».

Chi stenta a credere che questo gesto sia riconducibile a un’azione politica è invece Eugenio Mazzarella, ex parlamentare e docente di Filosofia teoretica presso l’università Federico II di Napoli: «Sono profondamente disgustato per questo evento, perché qui c’è solo una motivazione vandalica contro il meglio del passato di questa Repubblica. A prescindere dalla fede politica che si professa, non voglio credere che qualcuno possa pensare di non onorare, o peggio distruggere, la memoria di Berlinguer: persino Giorgio Almirante, così lontano dai valori della sinistra, si presentò a Botteghe Oscure per onorare le spoglie del suo storico avversario. Questo basterebbe a far capire la volgarità di certi atti di vandalismo». Ignoranza, dunque, ma anche desiderio di protagonismo. «Fondamentalmente certi gesti esprimono la rozzezza di questo mondo, alimentato anche dai social che invitano ogni demente a sentirsi protagonista della cronaca: perciò sono convinto che a distruggere la targa sia stato senz’altro un idiota», conclude Mazzarella.

Mentre le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza sono al vaglio degli inquerenti per cercare di rintracciare il responsabile, dura è stata la reazione del consigliere comunale Mario Coppeto: «Non è più immaginabile che sia una ragazzata. È vandalismo politico: credo che qualche fascistello da strapazzo abbia voluto ricordare la morte di Berlinguer a suo modo: non lo consentiremo». E ancora: «Domani pomeriggio (oggi, ndr) – ha aggiunto il consigliere – ci sarà una mobilitazione a Largo Berlinguer per dare vita a una testimonianza di democrazia e per ricordare Enrico».

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.