L’Italia sta vivendo l’era della Retrotopia, avrebbe sentenziato Zygmunt Bauman osservando l’attuale situazione politica del Belpaese e le imminenti elezioni a Venezia spiegano bene l’atteggiamento suicida di uno Stato che camuffa l’immobilismo di un governo da democrazia. In altre parole, la politica italiana pur di assegnare un posto a tutti i partecipanti alle elezioni, preferisce stringere patti e alleanze, anziché rispondere a un mandato chiaro degli italiani.

Elezioni Venezia, Martella per il campo largo

Le elezioni comunali di Venezia 2026 si configurano come una competizione articolata su più livelli di coalizione, con un assetto politico che riflette la tradizionale polarizzazione tra centrodestra e centrosinistra, arricchita da una presenza significativa di liste civiche e forze centriste. Sul versante del centrosinistra la candidatura di Andrea Martella si inserisce all’interno di una coalizione ampia che comprende il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e diverse liste civiche di area progressista. L’impostazione è quella del cosiddetto «campo largo», con l’obiettivo di tenere insieme elettorati differenti grazie a una piattaforma centrata su politiche sociali, gestione del turismo e tutela della residenzialità.

Elezioni Venezia, la rete a sostegno di Venturini

Sul fronte opposto, il centrodestra sostiene la candidatura di Simone Venturini (già incoronato dai sondaggi nuovo sindaco, ndr), espressione di una continuità amministrativa con la precedente esperienza di governo cittadino. La coalizione include i principali partiti del centrodestra e una rete di liste civiche che hanno sostenuto la giunta uscente, con un impianto programmatico orientato alla continuità gestionale e alla valorizzazione del modello amministrativo degli ultimi anni.

All’interno del perimetro del centrodestra si collocano anche le forze centriste riformiste, tra cui Azione e le aree liberal-democratiche, che a livello locale si integrano nello schieramento che sostiene la candidatura Venturini. Questo contribuisce a rafforzare il profilo moderato della coalizione e ad ampliare il suo bacino potenziale verso l’elettorato più centrista e pragmatico. Accanto ai due poli principali si sviluppa un’area civica e territoriale alquanto frammentata, composta da più candidature e liste locali. Queste forze non si presentano come alternative di governo strutturate, ma svolgono un ruolo di rappresentanza di istanze specifiche legate al territorio, al centro storico e alle dinamiche della terraferma veneziana, contribuendo comunque alla frammentazione del consenso al primo turno. Il quadro complessivo ha il sapore di un torneo di scacchi: una competizione a più livelli, in cui le coalizioni principali restano il perno del confronto elettorale, mentre le forze centriste e civiche incidono soprattutto sulla frammentazione del voto e sugli equilibri in vista di un eventuale secondo turno.