L'alleanza
Elezioni Venezia, il Partito Liberaldemocratico va con il centrodestra (e con Azione)
Marattin scopre le carte in laguna e si schiera con il candidato sindaco di FdI, FI e Lega. Calenda si astiene, ma Rizzo (suo uomo di punta) si candida nella civica di Venturini
Il pensiero liberale è di destra, ma ora è buono anche (da) sinistra. Le prossime elezioni amministrative a Venezia delineano una nuova forza a sostegno del centrodestra: i centristi (ex centrosinistra). In laguna, a sostenere il candidato sindaco Simone Venturini – ex assessore della Giunta Brugnaro – ci sono anche il Partito Liberaldemocratico, fondato dall’onorevole Luigi Marattin quasi un anno fa, e Azione che, pur non partecipando con il simbolo del partito, ha candidato nelle file della civica Lista Venturini Sindaco, Simone Rizzo, iscritto al movimento di Carlo Calenda e presidente degli studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Le due forze di centro si uniscono così a Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Coraggio Italia e Unione di Centro.
In questa legislatura è apparso un fenomeno degno di nota, che ha contagiato tanto l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi quanto Calenda e Marattin. I tre leader, nel corso del tempo e anche se con parole diverse, hanno sposato a fasi alterne diverse battaglie e posizioni del centrodestra al governo, motivando la loro scelta come un segno dei «tempi», mettendo al bando la categorizzazione «centrodestra» e «centrosinistra».
Venendo alle amministrative di Venezia, i punti chiave li ha sviscerati Marco Cavallaro, segretario cittadino del Partito Liberaldemocratico. «Abbiamo dedicato del tempo a strutturarci nel territorio e a rendere autonomo il partito, in ogni caso sarebbe difficile candidarci da soli in una competizione elettorale che arriva a poco più di un anno dalla formazione del partito. Abbiamo cercato, quindi, di aggregare le forze di centro e alla fine, anche per una questione di vicinanza rispetto alla nostra visione di città, abbiamo pensato di appoggiare il candidato di una lista civica, di centro, che a sua volta è sostenuto dalle liste di centrodestra». Le parole di Cavallaro non lasciano dubbi: «È stata una scelta ponderata appoggiare una persona che ha una visione e una vicinanza programmatica alla nostra». Messo in panchina l’ex sindaco Luigi Brugnaro, impegnato a risolvere le sue grane con la giustizia, Cavallaro non critica il lavoro fatto fino ad ora dall’Amministrazione ma elenca le priorità: «Portare innovazione a Venezia per modificare l’assetto economico della città, centrato sul turismo, e favorire l’arrivo di innovazione oltre a un lavoro qualificato diverso da quello turistico». La donna di punta di Marattin a Venezia è, invece, Camilla Ziani, come afferma il segretario cittadino del Pld.
La situazione cambia quando a Venezia si cerca Azione, che dichiara di non esserci e invece c’è, eccome. Calenda non ha dato un’indicazione precisa ai suoi, si è limitato ad affermare: «A Venezia abbiamo un gruppo di giovani che abbiamo lasciato libero di scegliere chi ritiene abbia il programma migliore con un’iniziativa civica che non vedrà la lista di Azione». Comando che Rizzo, uomo di punta di Calenda in laguna, ha eseguito alla lettera, candidandosi nella Lista Venturini Sindaco.
Le due forze di centro potrebbero rivendicare loro stesse un successo, espandendo così i loro consensi anche al Nord. Non solo: ragionare sui «temi» equivale alla motivazione usata dal Partito democratico che non esclude l’entrata di Italia Viva nel campo largo. Se si sa leggere tra le righe, che Azione e i Liberaldemocratici pendano verso il centrodestra è evidente, anche perché il 2027 si avvicina e un Meloni bis è un’evenienza tutt’altro che remota. Certo, Schlein e Conte faranno l’impossibile per riprendersi Palazzo Chigi, ma ad oggi non sanno nemmeno loro con quale maggioranza e, addirittura, chi potrebbe essere il candidato unico del «campo progressista». Forse Azione e Pld sperano in un’entrata nel Meloni bis.
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