Anche l’Abruzzo si prepara alla tornata elettorale, con 60 Comuni chiamati al voto per le amministrative. Gli occhi sono puntati tutti su Chieti. Qui la partita non si sta giocando soltanto sulla tradizionale contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra. Dentro uno schema politico ormai consolidato e spesso prevedibile, si è inserita una proposta che punta a superare la logica dei due poli: il progetto civico liberale che fa riferimento alla candidatura a sindaco di Alessandro Carbone, professionista e consulente nel settore della finanza. Che schiera quattro liste: Liberali per Chieti, Chieti al Centro, Chieti sceglie, Chieti Scalo Noi.

L’idea di fondo è semplice nella formulazione ma ambiziosa nella sostanza: riportare la città al centro delle decisioni amministrative, svincolandola da automatismi partitici e da appartenenze nazionali che – nelle realtà locali – rischiano spesso di oscurare la qualità delle proposte.

Il progetto è alternativo ai due poli, e si fonda su assi come competenza amministrativa, attenzione alla sostenibilità dei conti pubblici, capacità di intercettare risorse e una forte impostazione programmatoria. Non è un semplice laboratorio elettorale, ma un tentativo di costruzione di una rete politica e amministrativa radicata sul territorio, capace di dialogare con imprese, università e tessuto sociale.

Carbone sta ponendo Chieti di fronte a una scelta netta: continuare lungo la traiettoria degli ultimi 25 anni, segnata dall’alternanza tra destra e sinistra, o aprirsi a una discontinuità reale. La proposta si inserisce proprio in questa faglia, rivendicando una rottura con un modello amministrativo percepito come logorato e incapace, nel tempo, di produrre un salto di qualità strutturale per Chieti. Da qui l’idea di un progetto che si definisce non solo «civico», ma anche «di cambiamento». Sul piano programmatico, l’impostazione è quella di un’agenda amministrativa fortemente orientata alla gestione: manutenzione urbana, servizi essenziali, digitalizzazione della macchina comunale, rilancio del centro storico e valorizzazione del turismo culturale. A questo si aggiunge una visione di sviluppo più ampia, che punta a fare di Chieti un nodo di innovazione legato a ricerca e formazione.

Certo, bisognerà vedere se questo modello riuscirà a tradursi in consenso elettorale stabile. Ma il dato politico più rilevante è un altro: la crescente difficoltà dei sistemi bipolari locali a intercettare domande di rappresentanza sempre più frammentate, che trovano oggi nelle esperienze civiche uno spazio di espressione crescente. La candidatura di Carbone rappresenta un segnale di trasformazione più ampia: la ricerca, ancora incerta ma evidente, di un nuovo equilibrio tra politica, amministrazione e territorio.